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LA RETE E LE FIGURE DI PALTA: PROVE TECNICHE DI DEMOCRAZIA
Ormai il post di Lia di Haramlik , dove mostra con tutta evidenza che l’organizzazione IADL (islamic anti defamation league) organizzava la distribuzione dei suoi “premi”, concretizzati nella “mezzaluna d’oro” ( AkA mezzaluna di bronzo) in maniera quantomeno garibaldina, è noto ai piu’.
In sintesi, per chi non lo ha letto, Il post ben documentato, mette in luce che la scelta per l’assegnazione di questo “premio” era una cosa decisa da non piu’ di cinque persone, tra cui la portavoce e qualche suo amico e non come è stato spacciato da una fantomatica assemblea di 2000 “grandi elettori” (virtuali) di fede islamica ( i quali dopo aver esaminato i premiandi, avrebbero deciso a chi dare codesto “premio” in base alla loro “equanimità” nella considerazione mediatica dell’Islam.
In altri termini, quello che ci hanno spacciato è che nel 2007 , per esempio che Kilombo è stato premiato perchè avrebbe aggregato blogger che si sono particolarmente distinti per aver trattato l’islam in modo diverso e migliore degli altri media della rete e non e ripeto questa decisione, fu comunicata, sarebbe stata presa da 2000 persone, mica 2.
In virtu’ di queste premesse,non sapendo di questa truffa (questo è) kilombo, la redazione dell’epoca, capeggiata dalla presunta madre Tisbe decise di indirre una democratica voltazione per decidere se accettare o meno il premio, in ossequio alla carta ma anche perchè alcuni membri del collettivo si erano detti contrari, forse subodorando che sotto c’era qualcosa.
il collettivo quindi e parliamo di qualche centinaio di membri (che furono presi per il culo ), andò al voto per decidere se accettare o meno questo “Premio” ed accettò a maggioranza, tuttavia fù una decisione sofferta molti dei blogger aggregati in seguito a quest’accettazione democratica, lasciarono l’aggregatore.
Ma chi da il premio Mezzaluna di Cartone? La Iadl,in teoria dovrebbe essere una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), anche se il dubbio , sul non lucro, ti viene quando scopri che la stessa è figlia della Score Italy e che, per non smentire la mamma nel frattempo morta a mazzate da parte della corte dei conti, durante la sua attività si faceva donare telefonini con la promessa di portare abbonamenti da parte della comunità islamica come la stessa si contattava telefonicamente con numeri 199.
Vorrei evidenziare,inoltre, il fatto, che a decidere il premio erano non piu’ di cinque persone, spacciate per 2000 persone. Un rapporto di 1:500. Un vero concetto democratico, tipico della repubbica delle bananas, che è passato al collettivo di kilombo (oggi composto da circa 600 persone attive e all’epoca almeno 300) e che nessuno cerca di chiarire bene, neanche oggi, nonostante questi fatti siano ARCINOTI.
Chiarezza importante da fare, perchè secondo il mio giudizio siffatto “premio” deve essere rispedito al mandante, anche perchè chi lo ha assegnato oltre a prendere per il culo i membri del collettivo,essendo egli pure membro ha pure violato gli articoli della carta ne cito uno su tutti “Art. 2: Gli aderenti a Kilombo s’ispirano ai valori tradizionali della sinistra e delle culture progressiste: uguaglianza, libertà, solidarietà, giustizia sociale, pace tra i popoli, rispetto delle differenze e della dignità di ogni donna e uomo, riconoscimento dei diritti umani, difesa dell’ambiente. Ci si richiama al rispetto e alla difesa della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani contro ogni tentativo autoritario, totalitario, discriminatorio o repressivo, nello spirito dei valori di giustizia, libertà e dignità che animarono la Resistenza al nazifascismo e che sono alla base della Costituzione della Repubblica Italiana“ anche perchè, come testimonia, Claudio Martini, nato a Bardo, un sobborgo di Tunisi Presidente della Regione Toscana, UOMO DI SINISTRA, proprio chi organizzava questa presa in giro proprio proprio di sinistra non è.
Ricordo che i membri del collettivo di kilombo sono democratici, amano la democrazia e la libertà,sanno che la maggiornaza deve essere sovrana e che nè nei presupposti nè nella realizzazione è tollerabile il contrario perchè si mette in serio pericolo la convivenza, sottoponendola al volere dei pochi salvo macroscopiche truffe come appunto nel caso del premio, di cui ci hanno detto che i conferenti erano 2000 persone.
Facendo divenire lo stesso quindi una macchia, una zavorra di cui l’aggregatore stesso si deve liberare, poichè questa mezzaluna di cartone è un insulto alla democrazia e alla buona fede dei kilombisti che hanno votato, che hanno battagliato per niente, anzi.. ci abbiamo pure rimesso, perdendo dei membri della nostra comunity.
Da notare che la “bufala” ha riguardato anche le motivazioni con cui è stato coinvolto Kilombo. Il conferimento del suddetto premio, ci spiega Lia nel suo post, era dettato da decisioni che erano tutt’altro che legate all’islam. Nelle mail che pubblica (essendo forward destinate a piu persone) mostra i primi candidati e i cambiamenti, laddove le decisioni definitive erano legate alla disponibilità dei candidati stessi ma soprattutto all’utilità, in termini di immagine o di conoscenze (come il caso dell’anno prima, di cui viene sbandierata la premiazione di Clementina Forleo che non si recò a ritirare la mezzaluna, a Firenze ) che la portavoce (una musulmana che dal suo blog bestemmia la propria fede affermando il patrocinio di Allah in un cunnilinguum) avrebbe tratto dalla gratitudine per la premiazione..
Mi attendo ora che Kilombo manifesti una posizione su questa “bufala” che, come tante altre panzane propinate dai media, nel suo piccolo, è riuscita a farsi intaccare la democrazia interna da una organizzazione truffaldina con modalità truffaldine, una onlus che avrebbe potuto, (in virtu’ del suo statuto), anche utilizzare i metapost per chiedere, per esempio, la cessione del 5 per mille dei contribuenti. Procurandosi così un lucro cui kilombo avrebbe accondisceso con la buona fede degli aggregati progressisti.
Ribadisco, pertanto, la necessità che la redazione di kilombo porti la questione al collettivo, avendo elaborato una sua propria posizione. Come dice una matrigna fondatrice dell’aggregatore: “Vogliamo che Kilombo rappresenti un’Italia miniaturizzata, dove si compiono abusi di potere e si mantengono i segreti di stato, o vogliamo un Kilombo trasparente?” Se la democrazia non risulta praticabile entro logiche molto semplici legate ai piccoli gruppi, forse ci si dovrebbe interrogare se la democrazia tout court sia mai possibile nel nostro paese. E se il Porcellum sarà solo il modello dei nostri destini futuri.
Per saperne di più vi invito a visitare questi link a cura dell’Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana:
http://www.amislam.com/toscana3.htm
http://www.amislam.com/viareggio.pdf
http://www.amislam.com/opinione73.htm
http://www.amislam.com/opinione74.htm
http://www.amislam.com/opinione75.htm
http://www.amislam.com/opinione77.htm
http://www.amislam.com/opinione78.htm
http://www.amislam.com/opinione80.htm
http://www.amislam.com/opinione91.htm
http://www.amislam.com/opinione95.htm
http://www.amislam.com/padania13.htm
http://www.amislam.com/padania15.htm
http://www.amislam.com/padania16.htm
http://www.amislam.com/toscana1.htm
http://www.amislam.com/toscana2.htm
http://www.amislam.com/giornale6.htm


[...] a chi la gestisce, faccio notare che questa associazione è stata pure promotrice della farsa il premio mezza luna d’oro, ma leggiamo: Gentile A. grazie per la tua e-mail. E’ un piacere sapere che ci sono [...]
Pingback by Vivere e Morire a Como » Lettere dallo Yemen — 06/4/2008 #
OT
http://stefanot.wordpress.com/2008/06/25/basterebbe-cosi-poco-un-sms/
Comment by Anonymous — 06/29/2008 #
[...] che c’era solo l’imbarazzo della scelta. Allora proposi l’espulsione per la storia della mezzaluna farlocca ma lì elfo bruno, tanto eccitato per il gay pride si mostro’ chiuso e omertoso: questa non [...]
Pingback by Vivere e Morire a Como » Outing — 06/30/2008 #
[...] e con alle spalle una fantaorganizzazione conosciuta anche all’estero che ha premiato Kilombo con ben 2000 fantaelettori premio ritirato dalla sua complice peracottara avellinese in preda a crisi mistiche da Rank e di [...]
Pingback by Vivere e Morire a Como » Kilombo dopo i fatti le formalità — 07/2/2008 #