31
666, Mandiamo l’esorcista da Maggiolini.
Nonostante che Don Mauro Stefanoni condannato per violenze sessuali su minore va liberamente va a caccia di nuove prede all’oratorio,invece di stare in galera, tocca pure leggere ste cose che onestamente fanno vomitare cioè dichiarazioni di Maggiolini:
Dal Corriere di Como: Maggiolini in Duomo attacca i magistrati Nel 25º di episcopato Il vescovo emerito: «Non ho fiducia nei giudici»
Venticinque anni da vescovo scomodo. Maggiolini conferma la sua principale caratteristica, l’elemento che ha distinto una pastorale spesso controcorrente: l’irritualità e la durezza delle parole. E lo fa nel giorno in cui la diocesi di Como, retta per 18 anni con un polso fermo, da «padre» severo, lo festeggia con una messa solenne nella cattedrale.
L’occasione è di quelle che non si possono perdere. Il giorno dopo la sentenza di condanna a 8 anni inflitta dal Tribunale di primo grado del capoluogo a don Mauro Stefanoni, sacerdote accusato di aver abusato sessualmente di un minore, monsignor Maggiolini ha deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
In realtà, più che di sassolini si è trattato di massi erratici. Che hanno ovviamente prodotto un fragore assordante. Il vescovo emerito di Como se l’è presa innanzitutto con i magistrati, quelli che hanno condannato don Mauro e indagato lo stesso Maggiolini e due suoi ex collaboratori (monsignor Oscar Cantoni, oggi vescovo di Crema e monsignor Enrico Bedetti) per favoreggiamento.
«Se prima non avevo fiducia nella magistratura, adesso…», ha detto dalla cattedra Maggiolini allargando sconsolato le braccia. Un gesto interpretato da tutti nell’unico modo possibile. Anche perché, subito dopo, il vescovo emerito ha pensato bene di chiarire il suo pensiero tirando una bordata a monsignor Diego Coletti: «Ci ha pensato il mio successore a dare fiducia ai giudici», ha ironizzato Maggiolini commentando quanto detto da Coletti giovedì, dopo la lettura della sentenza di condanna di Don Mauro («Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura», ndr).
Ma il 77enne presule non aveva ancora riposto lo scudiscio nell’immaginario fodero dal quale lo aveva sguainato pochi istanti prima. Bacchettate sono state inflitte ai giornalisti - «A tutt’oggi non ho ricevuto alcuna comunicazione giudiziaria e quello che so l’ho letto sui giornali, che scrivono sempre quello che vogliono» - e ai vertici della Cei, che nei giorni scorsi avevano invocato la linea dura contro i sacerdoti invischiati in vicende simili a quelle che hanno interessato l’ex parroco di Laglio - «Da Roma, ha scandito Maggiolini, non ho mai ricevuto nemmeno una telefonata».
L’ultima staffilata, il vescovo emerito di Como l’ha voluta riservare agli amministratori locali, colpevoli a suo parere di non essere stati sufficientemente solidali con la Curia. Un atteggiamento che il sindaco del capoluogo, Stefano Bruni, ha commentato in diretta su Etv pochi minuti dopo facendo peraltro mea culpa: «È stato un gesto di leggerezza, del quale mi scuso», ha detto.
Dopo il diluvio di bordate esplose in tutte le direzioni, passano quasi inosservate le parole che il vescovo emerito aveva scritto nell’omelia “ufficiale”, superata poi abbondantemente dalle cose dette a braccio: «Il sacerdote, per principio non è né un angelo né un santo: è chiamato a essere “uomo” nella sua interezza di intelligenza, di volontà, di sentimento, magari con qualche debolezza: anch’io mi confesso frequentemente: sono penitente oltre che confessore».
Dario Campione


Vorrei chiedere a questo sindaco di Como Bruni se fosse ancora solidale con la curia se uno dei suoi 3 figli fosse stato prima vioolentato da unprete, poi avvertito dal vescovo, così ostacolando le indagini, poi organizzando comitati di sostegno al prete e poi testimoniando contro il figlio.
Che politici senza vergogna e dignità.
Comment by Steve — 05/31/2008 #
Bruni è l’uomo giusto al posto giusto.
Como è un luogo depresso, grigio e umido. Soffre di subsidenza intellettuale, dipendenza politica cronica al crocefisso. E Bruni ne è il rappresentante RIeletto.
Maggiolini si è dipinto da solo, una croce nera su sfondo grigio.
Ma allegri.
Arriverà Primavera.
Comment by breva — 05/31/2008 #
Se uno dei figli di Bruni fosse toccato da una simile vicenda, lui reagirebbe come farebbero - umanamente - tutti i garantisti del mondo. Tanta bella teoria, ma se so che hai toccato mio figlio ti strozzo con le mie mani.
E questo ci sta.
Quello che non ci sta è che l’ex vescovo farnetichi pubblicamente di cose personali, e che il sindaco due ore dopo cali le braghe dinnanzi a lui a nome di tutti.
Si è scusato di cosa? E poi, come amministratore pubblico, rappresentante dello Stato?
Ha chiesto scusa per non essersi schierato a favore della chiesa?
A maggio del 2007 avete eletto un pontefice.
Comment by sveta — 05/31/2008 #
[...] città dei Balocchi.. Ora ho capito perchè! Per prima cosa abbiamo un Sindaco Servo dei Servi della Curia che si scusa con chi è iscritto sul registro degli indagati per aver allertato un PEDOFILO, voglio dire mica un [...]
Pingback by Vivere e Morire a Como » Como città dei Balocchi.. — 05/31/2008 #
Se fossi il nuovo Vescovo quantomeno prenderei alcuni provvedimenti:
A-Non gli permetterei il confessionale, esclusivo, in Duomo, ma uno a Ponte Chiasso.
B-Lo manderei in una casa di riposo, invece di concedergli la camera con vista sul Duomo.
Comment by Leinonsachisonoio — 06/2/2008 #
La proposta di una casa di riposo in periferia mi appare interessante.
Come padre spirituale manderei Don Stefanoni mentre prosegue a difendersi sino in Cassazione.
Comment by S.Just — 06/4/2008 #
…siccome si giustificano affermando che sono uomini, l’unica punizione che io infliggerei a tutti coloro che sono coinvolti in questa squallida faccenda, sarebbe quella di prenderli a calci ne cogl…i fino a quando dal gonfiore non arrivano a toccare terra….
Comment by CHICCA — 06/6/2008 #