June
17

Oi dialogoi

Dopo ventiquattr’ore di incertezza Veltroni ha fatto chiarezza, pacatamente. Lui dice: “E’ tutto finito
I giornali durante la giornata non scioglievano il dubbio esiziale: “Dialogo bell’e rotto tra governo e opposizione”, per la Repubblica, fin da stamattina, “dialogo a rischio” per il Corriere e la Stampa.
Ho patito per tutto il giorno. Mentre riempivo il serbatoio a 1 euro e 578 cents per litro di benzina o mentre mi accasciavo sull’andamento delle vendite di questo mese e litigavo con quei dementi della Tirrenia nel pomeriggio e dell’Alitalia in mattinata (due compagnie da salvare), un picchio martellava il cogito: e se si rompe il dialogo tra il Pd e la destra che sarà di me? Della mia vita, delle mie cose, delle mie idee, del mio lavoro, della mia integrità di cittadino?
E questo straordinario paese lanciato verso il nuovo tavolo mondiale che deciderà delle sorti dell’Iran e della pace mondiale, pronto subito - ma fra cinque anni - a fare le centrali nucleari, con un esercito di tremila uomini pronto a controllare sia l’Afghanistan che i Parioli, potrà sopportare la fine del dialogo tra questi due dialoganti maitres a penser della politica mondiale? Uno dei due pensa allo Stato come una cosa da gestire in proprio - o al massimo con i figli, l’altro raggiunge il massimo della passione urlando “Cribbiolina” davanti alla trecentosessantaseiesima replica di “Roma città aperta” e poi pacatamente sussurra rimproveri da vecchia zia davanti a delle mostruosità intollerabili.
Come ci si può stupire che Berlusconi faccia Berlusconi? E’ forse troppo presto? E’ piuttosto l’assenza di Veltroni che lascia senza fiato. E il veltronismo è pure peggio. Questo è il commento del disastro elettorale siciliano del capo dei senatori democratici Anna Finocchiaro: “In questa terra il cambiamento fa molta paura. Il potere in Sicilia resta una sirena accattivante che continua a raccogliere consensi e a normalizzare tutto. L’evidenza di una cattiva gestione della Regione e di parecchi enti amministrati dal centrodestra non cambia nulla, non riesce a modificare il giudizio degli elettori”. Fosse un neo parlamentare della Val Brembana a pronunciare queste frasi capirei pure.
I siciliani pensano da tempo che chi li governa sul territorio debba mettersi d’accordo con la politica. Entrambi i poli debbono essere forti, garantire equilibri, fare poco casino. E sai che impatto potrà mai avere se vengono gestiti male i servizi e gli enti quando le clientele sono ad appannaggio di tutti e se il sistema di distribuzione delle prebende e dei privilegi soddisfa interi quartieri ed è l’unica forma con cui lo Stato si presenta in quei posti. Può un politico esperto (e siciliano) cadere così dalle nuvole? Non è il momento di chiedersi se non sia arrivato il momento di dialogare con chi ti vota o potrebbe farlo, anzichè con chi ti vuole annientare? O magari di andarsene a casa a riposare?

» Leave a comment

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Leave a comment

XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

About this post