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Manette e manine
Non so nulla delle presunte prove schiaccianti che inchioderebbero il presidente della Regione Abruzzo alle sue responsabilità di corruttore e malversatore, tanto più so niente di come Berlusconi possa difenderlo con qualche ragione e di conseguenza attaccare l’Anm per un’operazione compiuta da magistrati con nome e cognome. Quindi mi taccio e provo a sperare che Del Turco si dimetta subito.
Poi annoto, a margine, che dinnanzi a un’accusa di corruzione rivolta a un presidente di Regione - ex craxiano di ferro e ora di fede democratica - a Berlusconi è scattato in avanti il cagnolino di Pavlov - tutto intero, sia la parte di destra che quella di sinistra - con un moto reattivo di incredibile tempismo. La campagna contro la magistratura ha come unico scopo il mantenimento dello statu quo e una magistratura lenta è un capro espiatorio eccellente. E’ la stessa magistratura che emette la sentenza sui fatti del G8 di Genova. Uno scandalo che urla vendetta sul quale invece irrompe il silenzio della vergogna e si rende manifesta la rete di complicità che fa sì che la magistratura e l’esercizio della giustizia restino così come sono.
Ma per un paese di poveri scemi e di scemi sempre più poveri, la battaglia contro l’Anm e la magistratura è un fatto vero e di inimmaginabile portata democratica.

