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Expo 2015 alla festa del Pd di Cantù
Questa sera alla festa provinciale del Pd di Cantù abbiamo parlato di Expo 2015. E’ venuto Alessandro Alfieri che è responsabile nell’esecutivo regionale del Pd degli enti locali. Ci ha parlato di quanto si sta facendo per l’esposizione mondiale che ha per titolo feeding the planet energy for life. Una relazione dinamica e accurata che non ha trascurato gli aspetti di maggiore rilievo per l’evento in programma tra 7 anni.
Un excursus accurato che ha ricostruito le fasi della candidatura di Milano, il lavoro di squadra per ottenere il risultato e gli impegni assunti dai vari attori istituzionali. Sembrava una lezione universtaria per la ricchezza di dati e cifre.
Anche io sono intervenuto perchè sentivo l’esigenza di dire alcune cose.
Anzitutto che l’Expo 2015 va valutato come evento globale ponendo quindi un forte accento alle relazioni di sistema. Saluto con soddisfazione il rafforzamento del coordinamento internazionale che tiene fede all’impegno in sede Onu da parte di ben 191 nazioni per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (8 entro il 2015). Infatti l’Expo 2015 ha un filo logico che oggi unisce la Spagna (impegnata sul tema dell’acqua con la fiera che si sta svolgendo), Shangai nel 2010 (che tratterà il tema delle città) e poi la Corea del Sud (nel 2012 il titolo saranno gli oceani). Quindi un percorso di senso: dall’uomo alla città al pianeta. Ma una logica che ha valore se lascia segni e genera vera innovazione, non cose a caso, non tendenze e pretese che muoiono una volta spenti i fari. Ricordate l’Agenzia Alimentare Europea? Nel 2003 venne scelta Parma come sede di questa istituzione, oggi sappiamo bene che era una mostrina senza contenuti veri. Segue per conto del settore sanità dell’Europa i controlli alimentari. Ma non genera cultura sul cibo e per il cibo. Non persegue il valore della filiera e della qualità del prodotto alimentare. Non crea cioè un valore per il cibo come gusto, benessere e valore della nutrizione.
Ecco, l’Expo 2015 è sostanzialmente un acceleratore di processi, spiengerà ad avere infrastrutture che sono state rimandate nel tempo; darà impulso a progetti e stimolerà idee ma bisognerebbe puntare anche alla parte soft. Sono importanti le strutture ma svilippare reti vuol dire metterci nelle condizioni di poter agevolare i processi. Quindi è opportuno un impegno sulla parte che riguarda le comunicazioni che sono fondamentali in una economia di relazione. Scambiare e scambiarci informazioni è fondamentale, ecco perchè guardo con interesse al progetto wi-fi della città di Milano, che dalla ceneri di Metroweb consentirà di avere accesso alla rete ovunque.
Insomma quello che importa veramente è valutare i punti di eccellenza di un processo. Ogni progetto ha una sua dignità, ma se guardiamo a cosa sarà Milano dopo…beh allora vediamo che la città si rafforzerà nei centri di punta, di sviluppo, di messa in relazione di processi. Da Milano si irradia tutto, sarà lì che si stabiliranno priorità e crescita. In un sistema di relazioni come quello lombardo questo non è indifferente. Pensiamo per esempio all’accordo raggiunto con la Banca Mondiale dal Comune di Milano per un valore di 52 milioni di euro. Un accordo per l’ambiente, che darà al Comune fondi e competenze per progetti e studi. Insomma un volano da sfruttare, da diffondere. Che ricadute ci saranno sulle province lombarde? Certo non siamo futurologi ma porsi queste domande per il nostro futuro non è irrilevante. E non lo è per l’operatore politico.
Io spero che dopo il Decreto Expo del Governo non si debbano risentire le parole di Penati “è tutto sbagliato è tutto da rifare”. Penso sia sbagliato il modello Moratti, che semplifica la catena di comando con un unico decisore, un commissario che rimarrà tale anche se non farà più il Sindaco di Milano. Non oso pensare a cosa potrebbe accadere se a Milano cambiasse la Giunta. Ma di certo rilevo che il modello Formigoni (un modello a ‘mo di cda che coinvolga più soggetti decisori istituzionali - e penso alla Camera di Commercio) è e rimane più convincente e duttile. Veniamo da stagioni in cui si annunciavano conferenze di servizi in cui 104 comuni decidevano la Pedemontana, dove le 5 province interessate erano d’accordo e i 5 enti parco pure. Ma erano d’accordo sulla carta. Ad oggi non c’è la Pedemontana e le strozzature di sistema le conosciamo. Ideare e lavore con un modello che decide sotto la spinta degli eventi può costituire invece un modello istituzionale anche per il futuro. Alla politica possiamo chiedere questo.
Infine Como. Ci può stare tutto, qualunque progetto. Una fontana di Piazza Cavour o una piramide. Ma non sta qui il punto. Como può essere un territorio con funzioni ausiliarie (se si vuole un vero quartiere dormitorio per Milano dove esternalizzare quello che manca a Milano) ma così facendo si rafforza solo il dato infrastrutturale senza cogliere altra opportunità. Se invece guardiamo a Como che sta nell’Expo allora vedo più possibilità. A patto di non entrare nell’Expo con la cravatta di seta come prodotto tipico del territorio. Se cerchiamo un modello costuiamolo. Abbiamo tempo e le idee credo possano avere gambe.


Non solo non hai detto un fico secco utilizzando un linguaggio di Craxiana&C memoria, scusa la franchezza, ma non v’è ombra di quella mano sollevata “all’alto là” circa la tutela del territorio nel mirino di personaggi che della rilevanza storico-architettonica-urbanistica-culinaria-ping-pong-sambapatì non gliene frega un cazzo se non la ghiotta e guappa occasione di metter le mani su milioni di euro.
Prevedo tempi grami. Non te ne faccio una colpa, ma ti invito ad avere una chiave di lettura meno entusiasta, perchè siam stufi noi mille di soccombere agli entusiasmi (economici) dei soliti pochi.
Comment by breva — 07/24/2008 #
L’Expo appare solo come il business del secolo per la banda di lanzichenecchi ciellina.
Esiste un evidente desiderio da parte di molti altri di essere parte nella spartizione del bottino e la cosa rattrista non poco.
L’idea che il PD si ponga, in modo più o meno trasparente, come possibile forza di governo in regione non in alternativa ma con i ciellini di Formigoni fa veramente tristezza.
Il problema del territorio non sono certo le piramidi o le fontane, nè le assurde paratie, ma piuttosto il fatto che, nel silenzio penoso del centro-sinistra, il vecchio ospedale sia stato valutato 64 milioni di euro nel project ed adesso 32 milioni visto che va ceduta l’area agli amici.
E la differenza la pagheranno i contribuenti.
Cioè tutti noi, per capirci.
Il centro-sinistra (che non si esaurisce nel nulla veltroniano) deve capire che le persone non lo votano per una serie di motivi.
Il primo è che non capisce cosa dicono i suoi rappresentanti politici.
Il secondo è che non esiste una concreta proposta politica coerente e realizzabile (quello che si riassume nel mantra del “riformismo” ma che non vede alcuna reale proposta di società diversa rispetto al modello della destra).
Il terzo va ricercato anche a livello locale nelle priorità.
Per un cittadino è una priorità che la scuola dei figli sia pulita e sicura e che fornisca un’offerta anche nel periodo estivo, e non che siano assunti solo i bidelli appartenenti al mio clan politico, per un cittadino è prioritario che l’acqua non contenga una percentuale di nitrati non cancerogena e non che la società comunale elegga un consigliere appartenente ad una certa forza politica.
Per un cittadino l’Expo di Milano potrebbe essere utile se gli investimenti strutturali sono destinati alla mobilità sostenibile e non solo ai raccordi autostradali che tanto saranno sempre pieni di auto.
Per un cittadino a Como nel 2020 sarebbe utile avere la metropolitana leggera che colleghi Cantù da una parte ed Olgiate Comasco dall’altra a Como.
Magari con una carrozza per trasportare le biciclette.
Und so weiter.
Basta fare un volo low cost in Germania od in un paese nordico a scelta.
Da solo e senza una comitiva di politici ed amici vari tipo assessore allo spreco.
Un paio di giorni bastano per prendere qualche appunto e per stendere un progetto di massima.
Costo complessivo a carico dello stato 1.000 euro.
Poi si procede.
Altro che comitati ipertrofici.
Se in Francia ed in Spagna fanno le infrastrutture è solo per la cultura di governo che lì esiste e che da noi non riesce a penetrare nella sterminata quantità di persone che vive di politica.
Qui è la vera rivoluzione.
Comment by S.Just — 07/24/2008 #
rectius … contenga una percentuale di nitrati non cancerogena
Comment by S.Just — 07/24/2008 #
Ecco il motivo per il quale continuo a leggere questo blog, sperando di trovarci sempre le grandi persone intelligenti che conosco e argomenti attinenti al nome…
Comment by sveta — 07/24/2008 #
S.Just, noi però abbiamo un primate cittadino bruno che se ne va, a costo nostro, nei paesi nordici dove da sempre menti lungimiranti incassano nelle montagne i depuratori, per poi applicare volponamente questa scusa a Como per incassare Comodepur nel Monte Croce, costo tipo 15 milioni di euro…
E questo in tempi non sospetti, ora che l’Expo è “fatto”, forse incasseranno il Monte Croce dentro Comodepur…
Comment by breva — 07/25/2008 #
Sveta
…e persone sin troppo gentili…:-)
Comment by breva — 07/25/2008 #
Un saluto a Breva ed a Sveta
Direi che sul tappeto di parole che copre il nulla della politica locale siamo tutti piuttosto concordi
Rimane sempre il secondo punto : che fare ?
Attendere un’autoriforma dei partiti è una pura utopia.
A tutti, ma proprio a tutti, va benissimo vivere senza alcuna democrazia reale interna basandosi su criteri di cooptazione degli amici e di distribuzione di cariche, carichette e piccoli strapuntini.
Personalmente penso che nei comuni di minor dimensione debba essere messo in atto un tentativo di aggregare le persone con reale spirito di “servizio” e con un minimo di dignità personale e professionale.
Questo vuol dire scriversi un programma minimo, chiaro e concreto e presentarsi alla conta elettorale.
Vanno infatti scardinati i rituali penosi della presunta opposizione di centro (forse - sinistra) che si accontenta di rimanere in un angolino e che raccoglie qualche briciola caduta dal tavolo dei vari princeps locali.
Vuole anche dire che si sa di poter contare su un minimo consenso di partenza visto che siamo in un paese dove solo il 6% della popolazione legge più di tre libri all’anno e, di conseguenza, non ci si può certo attendere moltissimo in una situazione di preoccupante analfabetismo di ritorno con venature violente e razziste.
Ma non si può mai dire.
L’importante è portare nelle istituzioni più vicine ai cittadini delle voci di progresso, di proposta e di opposizione vera alle molte miserrime azioni di gestione del micro-potere locale.
Semplice da dire, impegnativo da fare
Ma vedete alternative che non siano delle scorciatoie teoriche ?
Comment by S.Just — 07/25/2008 #
Ricambio volentieri il saluto.
Posto veloce perchè stò per uscire e porto le figlie in Valle Intelvi, lontano dalla grigia città:-)
Sono più attirato dallo stare lontano dalle bandiere, partirei da una lista, anzi movimento civico. Una adesione aperta a delle idee, volte a temi contingenti e sensibili.
Quoto in pieno il mondo scuola, il verde, la viabilità, possono essere molti i temi, gradirei che il perno non fosse volto all’oggi ed al me, ma all’oggi ed a loro, ai nostri figliuzzi, che coinvolti sin da ora, anche solo un poco, possano raccogliere e portare avanti loro poi. Partirei da qui, grossolanamente. Meno ideologia, magari limitati temi, ma su quelli concentrarsi e partire.
Comment by breva — 07/25/2008 #
Non posso che concordare.
Comment by S.Just — 07/25/2008 #
Saluti a voi e ben ritrovati.
Credo proprio che a partire da settembre ne vedremo delle belle, qualcuno sta esagerando a parole senza avere concrete capacità di cambiare.
La consapevolezza che dopo il secondo mandato la palla toccherà a qualcun’altro inizia a far sbarellare un pò di gente.
Il PRS sarà quel che sarà, ma dopo di lui si intravede il nulla cosmico…
Comment by sveta — 07/26/2008 #
Sveta, il nulla sarebbe il minore dei mali, non fa danni, se invevce per nulla si intende che non c’è un contendente deciso e con almeno un paio di idee chiare per la testa e capace di non farsi travolgere dal solito liquame del compromesso con tutti per ottenere la pole, non mi preoccuperei, ormai è la norma. L’eccezione è l’altruismo, la non avidità, l’ottenimento di un corale, sicuramente non totale ma ampissimo, cenno di riscontro positivo a quanto fatto. Con un così forte e tacito accordo persistente nel tempo tra i pochi potenti della città supportato e fiancheggiato dalla crème-crème del professionismo locale, sempre pronto a spianare la strada affinchè “le operazioni vadano in porto”, capirai che l’antagonista debba avere due “balle così”, se non tre… Dove “gli affari” vanno bene, raramente dietro esiste una storia pulita e coraggiosa, ed a Como gli affari vanno a gonfie vele da tempo e l’Expo è alle porte.
Amen
Comment by breva — 07/26/2008 #
…poi, Cantù, città dove la tangente prende un doppio significato, il primo è talmente ovvio che manco lo menziono, il secondo è lì da vedere, solo dei pazzi sconsiderati hanno potuto rivestire con materiale piano rigido (linea retta) una superfice curva (P.zza Garibaldi).
Nel mondo che vorrei, seguirebbe una refusione danni immediata da parte dei responsabili dell’impresa IMMEDIATAMENTE senza proferir parola.
Comment by breva — 07/26/2008 #
…azz…che fenomeni.
Purtroppo sia lì che a Como non vedo grandi alternative in un futuro prossimo, anche via il nano finchè rimane Formigoni c’è poco da cambiare, troppo potente.
Spero in ogni caso che il prossimo sindaco, quando sarà, inizi da una sana riduzione di spesa per il suo entourage, trovo davvero immorale ed indecente che l’amministratore di una città di queste dimensioni finga di avere bisogno di portavoce, addetto stempa, capo di gabinetto e quant’altro.
Portavoce…addetto stampa…ma dai! E a quando il public relator e il consulente d’immagine?
Comment by sveta — 07/26/2008 #