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Paura
Uno degli elementi infallibilmente indicativi dello stato di crisi in cui viviamo è la paura di spendere e non c’è niente di più evidente della reiterazione di quella paura per individuare lo stato di crisi di una classe dirigente.
E’ dall’inizio della legislatura che il paese è inondato da folate di “terrore”: ora agisce la quinta colonna dei rom, domani quella dei cinesi, infine i comunisti/giustizialisti o i magistrati e - last but not least - gli extra comunitari. Siamo invasi, siamo impotenti: non ci sono strumenti, non c’è tempo da perdere, il dramma incombe. Sulle spiagge dei pochi fortunati in ferie, sui cervelli bolliti dei tanti rimasti a casa, sulle anime dei vecchi e dei bambini ormai sono piombati gli invasori. I capri espiatori fanno a gara per manomettere la nostra bella vita (che fu). Dopo aver appaltato i lavori più umili ai più poveri, qualcuno ci fa intendere che il vero problema ora è non riuscire ad appaltare la nostra povertà a qualcun altro.
Se non ci fossero i testi economici dal vago sapore nazional socialista di Tremonti, che poi si smentisce con una finanziaria inutile e di segno opposto, se non ci fosse una legge che sconfessa l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, se non ci fosse Bossi che irride il tricolore in nome del suo federalismo autoritario e neo centralista, direi che siamo alla solita farsa. E se aggiungo a questi pochi elementi, la povertà vera e percepita e le paure che questa si porta appresso quando ti invade, allora capisco che cosa significa avere un governo fortissimo che non ha uno straccio di soluzione legale ai problemi ma che ha una straordinaria capacità di inventarsi un paese finto per far esplodere problemi veri ma montati al cubo - improvvisamente - come un fulmine a ciel sereno. E’ così che scivola dietro le saette dei media questo nuovo modello di governo scuro e oscuro, che si sostituisce - senza che si muova una foglia nei cervelli dei famosi osservatori - a quelli “champagne”, piena di “think pink” e ottimismo del berlusconismo vincente. Un governo che fa della paura la sua campagna elettorale e che governa il paese con la stessa arma è peggio di un governo “fascista” o “piduista”. Potrebbe essere il futuro. L’unico che ci è rimasto.


Agli investitori italiani il ma..f..ascismo di Silvio Berlusconi FA’ SEMPRE PIU’ SCHIFO E PAURA
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Mi sta’ colpendo tantissimo il divario tra btp e bund, giunto a 119 punti, ma, per me, potenzialmente raggiungente punti 145, “tra un po’”. Ne ho parlato con alcuni dirigenti ( due o tre) di primare banche d’investimento qui a Londra, ( tra l’altro, tra quelle meglio uscite dal’uragano di qs ultimi 15 mesi), che ben conosco perche’ miei ex clienti ( e per qs, a me, in qs casi, rispondenti) Tutti mi han dato, piu’ o meno la stessa spiegazione della cosa, spiegazione, che trovo, letteralmente da brividi: DEMOCRACY ISSUES. L’Italia e’ ormai definita UFFICIALMENTE una “non piu’ democrazia”. Forse una “dittaturina, per il momento”, ma comunque, assolutamente, non piu’ una vera democrazia, anzi, non piu’ una democrazia. FULL STOP.. Il vaso lo han fatto traboccare di certo le foto eloquenti del Corriere della Sera ( che Berlusconi voleva nazistare nel 2005, never forget, i repeat, never forget, pls) delle “guerrina civile” di Piazza Navona, come di quelle sprangate alle gambe, violentissime, tirate a uno studente inerme, per terra, a Milano, da un poliziotto di certo, per me, “passionated” per il “sudamerica di fine anni 70″. Ma ancor piu’ le posizioni antiecologiste egoistissime di Silvio Berlusconi, schifate tantissimo anche a un premier, di “non poco leggera” destra ( ma democratica, a differenza che in Italia) come Nikolas Sarkozy, o di destra ” mitigata” come nel caso di Angela Merkel. Uno di Merril Lynch mi ha detto che han fatto anche molto scalpore le idee neoXuxluxclaniste proApartheid, “bianchi di qua, neri di la” di Roberto Cota, ma per me, sotto sotto, ancor di piu’, di tanti fig.etti ma..f..ascisti Berluscones. Ma per un sales di Goldman Sachs, quello che piu’ si trova vomitevole, invece, e’ il tentativo di Slvio Berlusconi di annientare completamente la democrazia in Italia, abolendo l’esercizio delle preferenze in vista delle Europee. Io dico che se Silvio Berlusconi non viene tirato giu ( how? grandi obbiettivi necessitano grandissimi sforzi, questo da sempre), nel 2011/2012 avremo i primi casi di “desaparecidos all’Argentina”, tra Arcore e Corleone, con lui, il tutto ordinante, dalla sua nuova capitale d’Italia di Arco..r..leone stessa. Fin’ora, in qs tipo di ” visions” mai mi errai, spero che cio’ potra’ accadere ora, ma temo, che con lui a continuare a nazicamorristare cosi’, e con l’opposizione alla camomilla di Walter Veltroni e Goffredo Bettini……… Meno male che Massimo D’Alema sta’ decidendo di tornare a essere quello del 96, unico, insieme ad Antonio Di Pietro, a parlare di cio’ di cui finalmente bisogna iniziare a parlare: “ANTIDEMOCRAZIA E DITTATURA”
Comment by Michele Nista — 10/31/2008 #
Ci sarebbe da confidare in un ictus intelligente che quantomeno ci interdisca il nano mentiroso ed armato di pessime interpretazioni di quella che è una democrazia. Cìè da dire che di gente affidabile da votare in questo Paese non v’è ombra, ma è un altro problema.
Comment by nsu prinz — 10/31/2008 #
Sul Tg 3, 5 gg fa: “che i conduttori si fascistizzino, o scompariranno ( magari alla Argentina di fine anni 70; o alla Corleonese; tutta filosofia porca Berlusconianissima, in ogni caso)”.
Gianfranco Fini 4.08 ” gli elettori americani non accetterano mai come Presidente un negro”.
Silvio Berlusconi, puzzonissimamente, oggi ” Obama e’ solo un abbronzato”.
Italia, paese dei contrarii: i migliori, morti ammazzati o emarginati, minacciati, tderrorizzati. Quando non ” suicidati”. I piu’ criminali a dittaturare. Solo un tracollo potra’ salvare qs Italia. L’Italia per salvarsi, per me, deve fare come il Napoli: dagli scudetti alla C2. Poi potra’ risollevarsi. Speriamo che Obama faccia saltare il tappo piduita ma..f..ascista di Arco..r..leone, Silvio Berlusconi, esatto come Jimmmy Carter, hai tempi, fece col suo fratello, sempre piduista, Massera, in Argentina, se no, mi sa’ che altro che c2…
Comment by Michele Nista — 11/6/2008 #