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Esiste il Pd a Milano?

Sabato scorso Filippo Penati ha rilasciato un’intervista a Affariitaliani.it
Ha parlato delle elezioni provinciali di Milano che dovrebbero tenersi l’anno prossimo. Credo sinceramente che Penati proverà davvero a riconfermarsi Presidente. Una sfida dura, giocata al Nord, territorio leghista che difficilmente si farà incantare da promesse o sogni ma chiederà ai candidati programmi e contenuti. Una battaglia avvincente.
L’uscita di Penati però è interessante. Parla di una candidatura a capo di una lista civica. E qui mi sorgono due dubbi.
Si può definire “civica” una lista che interessa un intero territorio provinciale? Temo che la confusione possa diventare massima se non vi sarà una spiegazione puntuale del progetto.
Ma il vero interrogativo riguarda il Pd: come mai non si presenta chiaramente con il proprio simbolo all’elettorato di Milano? Il Pd è da costruire e lo stiamo davvero costruendo o il neonato sta soffocando nella culla? Urge un chiarimento a meno di non voler certificare la propria incapacità di presentarsi in modo lineare agli elettori.
Da Affaritalini.it (intervista a Penati, estratto):
Argomento Provinciali 2009: indiscrezioni parlano di una lista del Presidente. Smentisce o conferma?
Prima di tutto vediamo quando si andrà a votare. Non è detto che si voterà per le provinciali del 2009. Esiste sempre l’opzione città metropolitana. Io me lo auguro…
E se si andasse a votare?
Allora l’ipotesi di una lista civica è reale. Devo dire che ho una serie di sollecitazioni da parte del mondo della cosiddetta società civile, dal mondo economico, dalle realtà organizzate dell’associazionismo. Valuteremo questa ipotesi. Non la scartiamo.
Chi le piacerebbe vedere al suo fianco in lista?
La lista civica deve essere una lista che rappresenti la realtà milanese. Penso a gente che sia di riferimento per le professioni, alla Milano che lavora, che produce, alle realtà dell’associazionismo del mondo sportivo.


Penati ed i suoi amici sanno benissimo che non hanno alcuna speranza di vincere presentandosi come PD.
Sino a quando non esiste una concreta politica che si distingua dal centro-destra e dai ciellini non si capisce il motivo per cui si dovrebbe votare il PD.
Ci sono momenti, nel loro delirio, che persino i leghisti appaiono più attenti a quello che i cittadini vorrebbero da un’amministrazione.
Quindi, facendo la loro campagna elettorale nei bar sport e centrale e nelle feste di piazza raccolgono i consensi popolari che se ne escono dal centro-sinistra.
Anche Penati sarebbe il caso che si dedicasse ad altro nella sua vita e lo facesse prima di essere travolto elettoralmente.
Se il PD vuole rappresentare il “nuovo” ed il “progresso” non può certo ripresentare il solito circo di mediazioni penose e persino ridicole di coloro che cercano ancora una poltroncina ed uno strapuntino.
Il problema vero è che esiste anche nel centro-sinistra un sottobosco di persone senza arte nè parte che senza la politica (od il sindacato) non mangia.
Quindi si capisce il motivo di tante incomprensibili battaglie “ideologiche” e “culturali” per conquistare un posto al sole o la testa di lista.
Qual è il rinnovamento del PD se non esistono gli iscritti e nessuno capisce come avvengano le scelte, neppure quelli del “giro” spesso lo capiscono ?
Dove sta la democrazia interna in questa miserrima cooptazione per quote che deve rispettare le “riserve indiane” previste in sede di disegno a tavolino di questo mostro ideologico ?
Perchè si vedono solo vecchi, persino dei fantasmi del passato, nelle occasioni di incontro con l’eccezione del solito carrierista figlio di … nipote di …. cugino di …..
Comment by S.Just — 07/28/2008 #