July
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Non sono stato io!
Sono particolarmente contenta per le belle iniziative del governo, soprattutto per quel rumore ritmico di mandibole e mascelle. Sono i lavoratori che hanno votato a destra, che si masticano le palle. Sputate i peli ora.
Sono particolarmente contenta perché ormai il disegno è chiaro, nessuna politica dei redditi, nessuna politica del lavoro, nessuna politica della sanità. Propaganda, slogan, cifre statistiche ritoccate a favore del capo, presunti miracoli, tangenti, opere pubbliche fantasma, e persino 300 milioni di euro da stanziare entro Ottobre per l’inizio dei lavori (che si bloccheranno il giorno dopo) del fantasmagorico ponte sullo stretto. Un obolo alla mafia, di cui nessuno parla a chiare lettere, ma esiste.
Sono particolarmente contenta per i rappresentanti sindacali di Alitalia, che fecero fallire l’accordo con Airfrance, in nome e per conto della propaganda elettorale di berlusconi e della cordata fantasma. I tagli al personale saranno quasi il doppio, e ci sarà comunque bisogno di un partner europeo. Però abbiamo lo slogan, eh!
La brunetta dei ricchi e poveri, che snocciola dati fasulli su l’improbabile diminuzione delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici, e non essendo ancora avvezzo a smentire o rettificare dichiara: va bene ma oltre al fumo c’è l’arrosto.
E poi sono particolarmente contenta per la sodomia praticata nei confronti dei lavoratori precari, e spero che faccia molto male a quelli che hanno permesso col loro voto (destra, PD o lega) che Confindustria vincesse ancora una volta. È bellissimo sentire di volta in volta i ministri del governo più disastroso della nostra storia Repubblicana, dire che la responsabilità non è loro, ma del Parlamento. È bello, cari idioti, perché è come se dicessero che la colpa è solo vostra.
Il ministro del lavoro che dice “non sono stato io”, il presidente della commissione finanze che dice, “non sono stato io”. Il solito bocchino che dice testuale: “la norma antiprecario è a favore di tutti”.
Sfugge forse l’”antiprecario”? È assolutamente fantastico sapere che molti operai hanno fatto sì che si insediasse un governo capace di attuare una norma “antiprecario”. Un governo che fa politiche di sinistra, ovviamente, mica son fascisti!
Sono contenta perché non c’è altro modo per uscirne, se non la devastazione totale. È l’unico modo che resta per comprendere cosa si debba fare di questi sindacati, incapaci ormai di dialogare con i lavoratori, assenti, e per giunta pronti a barattare quel che resta dello statuto dei lavoratori, con un po’ di melma raschiata ancora dal fondo del barile.
Questa è gente che prima o poi dovrà scappare, ma ricordatevi che lo farà con le borse piene e noi resteremo qua a guardarci ancora in faccia, persi come si ci perde dopo una bufera o uno tzunami. Ma c’è ancora tempo, e poi per tradizione bisogna aspettare l’autunno, no?
L’estate è calda di suo.
Si salvi chi può.
Rita Pani (APOLIDE)

