July
29

Schifezze nel vuoto

Schifani

Sono costretto obtorto collo a dare ragione a Travaglio. Il lodo Alfano è iniquo e mi è difficile immaginare che lo stuolo di avvocati del Premier non abbia rilevato che anche una semplice querela, come quella di Schifani al giornalista-girotondino, diverrà improcedibile nella parte che dovrà accertare i fatti relativi al Presidente del Senato. Questo non vuol certo dire che Travaglio abbia ragione. Ma siamo di fronte ad una sproporzione evidente tra cittadini che, in virtù della posizione che occupano, non possono essere perseguiti durante il loro mandato e gli altri che invece sono senza scudo.

Forse ha ragione Panariello che su questo blog parla di spigolature all’italiana. O forse si tratta della casta di Stella e Rizzo. Sta di fatto che anche qui la giustizia si blocca. Alla faccia della celerità e del diritto d’informazione. Se Travaglio ha sbagliato nei giudizi su Schifani ha fatto della cattiva informazione e questo lo sapremo tra cinque o sei anni. Più probabile che non lo sapremo affatto. Ma penso che il paese non sia in ansia per questo.

Il fatto significativo mi sembra l’assenza di prospettiva per l’opposizione. Per questo parlo di vuoto. Si fatica a trasformare in un progetto per l’Italia le mille lamentele che pure ci sono e il governo ha deciso di soffocare sotto raid mediatici e d’immagini che continuano a descrivere l’emergenza. E’ come una copertura aerea che impedisce di parlare in modo sobrio della quotidianità. Adesso esiste l’emergenza immigrazione, il governo sta provvedendo, arriva l’esercito nelle città. Ma non esiste un’emergenza in termini di ordine pubblico.

Ecco, il paese è questo. Corre dietro a chi strilla, non accerta e non sa ma alla fine si forma un’opinione. Berlusconi qualcosa fa, forse non quello che vorremmo, forse non abbastanza. Ma lavora. E questo piace alla gente. E l’opposizione? Sì, certo è istituzionale, di profilo, non va in piazza. Direi meglio è istituzionalizzata. Esiste e vive lo smarrimento di non avere radici storiche e sociali. Ma si guarda bene dal dare una prospettiva. In questo modo aspetta la marea di riflusso. Aspetta di tornare al governo con il minimo sforzo.

Se una cosa il congresso di Rifondazione Comunista ci può insegnare è questo: ci si può dividere all’infinito ma alla fine che cosa si rappresenta? Ferrero era al governo. Io leggo il dato elettorale politico come la sconfitta della linea di Rifondazione al governo. E ora? Ci si ripresenta con Ferrero? Sicuramente l’ex-Ministro ora potrà spiegare bene la sua politica, quella che ha fatto con il governo Prodi. Ma rimane l’idea che quella politica è distante dalla mente e dai cuori delle persone. Oggi siamo governati da Berlusconi e le priorità sono altre. E allora: dobbiamo ritirarci dall’Afghanistan? Dobbiamo fare politiche redistributive di quello che non produciamo? Sono temi aperti. Però Rifondazione dovrà dirlo agli elettori. E indicare una prosepettiva in tutto questo.

Rimane il Pd. Un partito difficile, stretto tra altre forze politiche e schiacciato nell’elaborazione programmatica dalle fondazioni ad personam dei suoi dirigenti. Un partito di mezzo, dove si riassume nella militanza il senso della storia di chi era comunista o democristiano. Mentre i dirigenti sono lontani, forse non sono mai stati comunisti. Ma a nessuno credo sia sfuggito che Berlusconi mantiene un alto gradimento. A prescindere dai suoi problemi. E’ un uomo del fare. Quel fare che manca a sinistra. Troppe chiacchiere direi. E in questo sta anche la sconfitta elettorale.

Da Antimafia Duemila:

Lettera a Schifani di Marco Travaglio - 26 luglio 2008

Gentile Presidente del Senato, avv. sen. Renato Schifani, chi Le scrive è un modesto giornalista che ha avuto la ventura di occuparsi talvolta di Lei per motivi professionali. L’ultima - forse lo ricorderà - fu nel mese di maggio, quando Lei ascese alla seconda carica dello Stato e io pubblicai una sua breve biografia su l’Unità e nel libro Se li conosci li eviti (scritto con Peter Gomez) che poi presentai su Rai3 a Che tempo che fa.

Anzitutto mi consenta di congratularmi con Lei per la Sua recentissima invulnerabilità penale, in virtù del Lodo Alfano, figlio legittimo del Lodo Schifani già dichiarato incostituzionale dalla Consulta nel 2004 e prontamente replicato in questa legislatura, anche grazie alla fulminante solerzia con cui Lei l’ha messo all’ordine del giorno di Palazzo Madama. Anzitutto mi consenta di congratularmi con Lei per la Sua recentissima invulnerabilità penale, in virtù del Lodo Alfano, figlio legittimo del Lodo Schifani già dichiarato incostituzionale dalla Consulta nel 2004 e prontamente replicato in questa legislatura, anche grazie alla fulminante solerzia con cui Lei l’ha messo all’ordine del giorno di Palazzo Madama.
È davvero consolante, per un cittadino comune, apprendere che da un paio di giorni l’articolo 3 della Costituzione è sospeso con legge ordinaria approvata in 25 giorni, e che dall’altroieri esistono quattro cittadini più uguali degli altri dinanzi alla legge, come i maiali della “Fattoria degli animali” di George Orwell. Il fatto poi che Lei faccia parte del quartetto degli auto-immuni è per tutti noi motivo di ulteriore soddisfazione.
Si dà il caso, però, che Lei mi abbia recentemente fatto recapitare in busta verde, da ben tre avvocati (uno dei quali pare sia un Suo socio di studio), un atto di citazione presso il Tribunale civile di Torino affinchè io vi compaia per essere condannato a risarcirLa dei presunti danni, patrimoniali e non, da Lei patiti a causa del mio articolo sull’Unità e della mia partecipazione al programma di Fabio Fazio. Danni che Lei ha voluto gentilmente quantificare in appena 1,3 milioni di euro. A carico mio, s’intende. Tutto ruota, lo ricorderà, intorno al fatto che avevo osato ricordare come Lei, alla fine degli anni 70, fosse socio nella Sicula Broker di due personaggi poi condannati e arrestati per mafia, Benny D’Agostino e Nino Mandalà; e che negli anni 90 Lei abbia prestato una consulenza in materia urbanistica per il Comune di Villabate, poi sciolto due volte per mafia in quanto ritenuto nelle mani dello stesso boss Mandalà. Circostanze che Lei non ha potuto negare neppure nel suo fantasioso e spiritoso atto di citazione (ho molto apprezzato i passaggi nei quali Lei fa rientrare quei fatti nell’ambito dei “commenti sulla vita privata delle persone”; e mi rimprovera di non aver rammentato come Lei sia stato socio non solo di persone poi risultate mafiose, ma anche di altri “noti imprenditori mai coinvolti in episodi giudiziari”, e come Lei abbia prestato consulenze non solo per comuni poi sciolti per mafia, ma anche per altri enti locali mai sciolti per mafia).
Ora, sul merito della controversia, decideranno i giudici. Ma non Le sfuggirà la sproporzione delle forze in campo, sulla bilancia della Giustizia, fra la seconda carica dello Stato e un umile cronista: i giudici, già abbondantemente vilipesi e intimiditi negli ultimi anni da Lei e dai Suoi sodali, sapranno che dar torto a Lei significa dar torto al secondo politico più importante del Paese, mentre dar torto a me è davvero poca cosa. E’ questo oggettivo squilibro che, in tempi e in paesi normali, consiglia a chi ricopre importanti cariche pubbliche di spogliarsi delle proprie liti private, per dedicarsi in esclusiva agli interessi di tutti i cittadini. Lei invece non solo non si è spogliato delle Sue liti private, ma ne ha addirittura ingaggiata una nuova (con me) dopo aver assunto la presidenza del Senato. Ora però quello squilibrio diventa davvero abissale in conseguenza della Sua sopraggiunta invulnerabilità. In pratica, se io volessi querelarLa per le infamanti accuse che Lei mi muove nel Suo atto di citazione, non avrei alcuna speranza di ottenere giustizia in tempi ragionevoli, perché il Lodo Alfano La mette al riparo da qualunque conseguenza penale delle Sue parole e azioni, imponendo la sospensione degli eventuali processi a Suo carico. Lei può dire e fare ciò che vuole, e io no. Riconoscerà che, dal mio punto di vista, la situazione è quantomai inquietante.
Ma c’è di più e di peggio. L’anno scorso l’ex presidente del consiglio comunale di Villabate, Francesco Campanella, indagato per mafia a causa dei suoi rapporti con la cosca Mandalà e con Bernardo Provenzano, ha raccontato ai giudici antimafia di Palermo che il nuovo piano regolatore di Villabate era stato addirittura “concordato” da lei e dal senatore La Loggia con il solito Mandalà. Lei e La Loggia annunciaste subito querela. E da allora i magistrati antimafia stanno verificando se Campanella si sia inventato tutto o magari dica la verità. Io Le auguro e mi auguro, visto che Lei ora rappresenta l’Italia ai massimi livelli, che prevalga la prima ipotesi. Ma, nella malaugurata evenienza che prevalesse la seconda, il Lodo Alfano impedirebbe alla magistratura di processarLa, almeno per i prossimi cinque anni, finchè terminerà la legislatura e, con essa, svanirà il Suo preziosissimo scudo spaziale. Converrà con me, Signor Presidente, che nella causa civile che Lei mi ha intentato la conclusione di quelle indagini sarebbe comunque decisiva per valutare la mia posizione: sia che le accuse di Campanella trovino conferma, sia che trovino smentita, sarebbe difficile sostenere che io non abbia esercitato il mio diritto-dovere di cronaca, segnalando ai cittadini una vicenda di così bruciante attualità e interesse pubblico. Detta in altri termini: non vorrei che la causa civile da Lei intentatami si concludesse prima delle indagini sul caso Campanella-Villabate, magari in conseguenza del blocco di quel procedimento per via del Lodo Alfano. Essere condannato a versarle 1 milione o anche 1 euro, e poi scoprire a cose fatte di aver avuto ragione, sarebbe per me estremamente seccante.
L’altro giorno, con nobile gesto, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha rinunciato preventivamente al Lodo, dando il via libera al processo che lo vede imputato per diffamazione ai danni del pm Henry John Woodcock. Mi rivolgo dunque a Lei, e alla prima carica dello Stato che quel Lodo ha così rapidamente promulgato, affinchè rassicuriate noi cittadini su un punto fondamentale: o ritirate le vostre denunce penali e civili finchè sarete protetti dallo scudo spaziale, oppure rinunciate preventivamente al Lodo in ogni eventuale processo che potesse eventualmente influenzare, direttamente o indirettamente, l’esito di quelle cause. In attesa di un Suo cortese riscontro, porgo i miei più deferenti saluti.

Loris Costa

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  1. “L’unico serio errore, fin’ora, di Giorgio Napolitano, ma letalissimo, e il megamiliardesimo, ormai, per me, di Walter Veltroni”
    Giorgio Napolitano ( che, mai scordiamolo, Silvio Berlusconi voleva smerciare, barattare contro due cipolle e un cavolfiore, ossia, con la Presidenza della Camera, per metter al posto suo, il fantoccio “fintissimoderato” Gianni Letta, anzi Gianniletta, a far da “scribacchino ponifirme yes man, anzi yes ominicchio” sulle sue leggi nazimafiosissime ” fatte in casa”), forse e’ un tocco piu’ comprensibile: deve infatti far la parte del nonno, o, piu’ elegante dire, papa’ ” calma animi”, ma Walter Veltroni e ormai al suo
    22.984.786.332mo errore da otto mesi a qs parte….Che errore? Al punto. Entambi han capito esattamente che l’Italia ha il cancro, ma lo vogliono sconfiggere, praticamente, “proteggendolo”. Si e’ mai visto, infatti, uno col cancro che dice: “ok, son in fin di vita, tra qualche mese, o settimana, o giorno, con altissime chances, non ci sono piu’, ma non voglio cadere nell’errore ~dell’anticancrismo~, voglio dialogare col mio cancro”? Dialoga pure, ma andra’ di certo a finire come diceva, se non erro, Bertolt Brecht che ” prima la metastasi prendera’ gli zingari, ma non ti interressera’ perche’ son ladri e sporcano; poi prendera’ gli ebrei, ma non ti interessera’ perche’ son quasi mai gentili, quasi sempre rudi, ricchi e potenti perche’ ( dicono; io penso invece che hai, piu’ probabilmente, de todo en todo) complottardi; poi gli omosessuali, e non ti riinteressera’ perche ti senti con gli ormoni ancora ” old fashion”; quindi i comunisti e non ti importera’ perche’ tu non lo sei, MA POI PRENDERA’ TE!!!!!!
    SILVIO BERLUSCONI E’ INFATTI CANCRO ASSOLUTO, A LUI E ALLE SUE CORRUZIONI “MAFIOMASSONAZI/CAF” E’ DOVUTO IL DEFICIT ITALIANO, A LUI E’ DOVUTO IL CLIMA DA GUERRA CIVILE ATTUALE, A LUI E ‘ DOVUTO LO SCHIFOSISSIMO NAZIMACCARTISMO CHE VI E’ , ORMAI, OVUNQUE, IN ITALIA, A LUI QS FASCISTISSIME, ODIOSISSIME, USURPANTISSIME, MASSACRA DEMOCRAZIA “LEGGI FATTE IN CASA”, A LUI BALLE, CODARDIE, VENDETTE PROFESSIONALI E PERSONALI A PALATE, ABUSI SESSUALI, COMPLOTTI ANCHE ASSASSINI, COME ANCHE DI OGNI! VOLETE SAPERE PERCHE’ I SUOI TITOLI VOLANO IN BORSA? NELLA CITY E A WALL STREET SI DICE CHE CIO’ E’ ( ANCHE) DOVUTO AL FATTO CHE IL PRESIDENTE DELL’ANTITRUST, NOTO BERLUSCONIANONE, PARREBBE CHE PROSSIMA SETTIMANA ANNUNCIERA’ CHE IN ITALIA NON VI E’ ALCUN DUOPOLIO TELEVISIVO, MA PIU’ CHE SUFFICIENTE FRAMMENTAZIONE DEL SETTORE ORMAI, E CHE QUINDI NON VI E’ ALCUN BISOGNO DI LEGGI, ANCHE MOLTO PIU’ “GENTILI” DELLA FAMOSA “GHOST” GENTILONI. E’ VERO, HA PROPRIO RAGIONE ( LO DICO PERCHE’ SO’ CHE NON SOPPORTO L’OLIO DI RICINO, QUINDI…), IN ITALIA VI E’ , CHE DICO SUFFICIENTE, DIREI FORTISSIMA FRAMMENTAZIONE TELEVISIVA: POSSO INFATTI SEMPRE SCEGLIERE TRA LE 7 TV DI CARLO DE BENEDETTI, LE 8 DI PAOLO MIELI, LE 4 DI MARCHIONNE, LE 6 DI ZALESKY, LE 8 DI BAZOLI, LE 3 DI SOROS, LE 2 DI NANNI MORETTI, LE 3 DI MICHELE SANTORO, LE 6 DELL’OTTIMO ATTUALE GRUPPO TELECOM, LE 3 DI MARCO FOSSATI, LE 4 DEI FANTASTICI DEL 8.7.08, LE 9 DI ” IO MAMMT E TU”, AND SO ON…..
    ANCHE IL FASCISMO, QUANDO DAVVERO INIZIO’ A IMPORSI, ATTORNO AI PRIMI ANNI 30, USO’ LA TATTICA SFACCIATISSIMA DI TIRAR FUORI PUZZONE BALLE E COSTRINGERE LA GENTE A CREDERE E ” BASTAAAAAAA”: OCCHIO GIORGIO NAPOLITANO E WALTER VELTRONI, AVETE CAPITO LA MALATTIA, OSSIA CHE L’ITALIA DITTATURATA DA SILVIO BERLUSCONI E’ SU UNA STRADA DI ASSOLUTA MORTE, MA COME TERAPIA, NE AVETE SCELTA UNA MOLTO SIMILE A CHI HA LA MACCHINA CON DUE RUOTE AL DI LA’ DELLA CIMA DELLA MONTAGNA, IN FACCIA ALLO STRAPIOMBO, E LE ALTRE DUE SUL COCUZZOLO DELLA STESSA, E PER SALVARSI , DECIDE DI TIRARE VIA IL FRENO A MANO, E QUINDI PRECIPITA!
    TENERE BUONO IL MAF..ASCISTA SILVIO BERLUSCONI, CHE ADESSO INIZIA ANCHE NAZIVENDICATIVAMENTE E STRATEGICAMENTE A USARE “LE GABBIE”, OSSIA A FAR MANDARE IN GALERA GENTE CHE GLI HA DATO FASTIDIO IN PASSATO, DA POSIZIONI NON BERLUSCONIANE STESSE ( DEL TURCO, CECCHI GORI, THE MASTELLAS, IL FRATELLO MASSONE DI FEDELE CONFALONIERI, COME DA STAMPA DEL 31.12.06, GIULIANO TAVAROLI, NELLA FIGURA DI NEO “IGOR MARINI”), EQUIVALE ESATTAMENTE A TIRARE VIA QUEL FAMOSO FRENO A MANO DI CUI SOPRA.
    PER ME QS SARA’ UN REGIME PIU’ ABUSANTE E ASSASSINO DI DEMOCRAZIA E LIBERTA’ DI QUELLO DEL 2001.2006, COSA CHE IMMAGINAVO DIFFICILE, NON ESAGERIAMO, SEMPLICEMENTE IMPROBABILE, E INVECE…..
    UN PAIO DI ANNI E ME LO DIRETE.
    BASTA DIVISIONI, TUTTE LE OPPOSIZIONI E CULTURE ANTIBERLUSCONIANE O MEGLIO DIRE, NON BERLUSCONIANE, UNITE, DA CASINI A RUSSO SPENA, DAL GRUPPO RCS AL GRUPPO L’ESPRESSO, DALL’UNITA AGLI OTTIMI DEL 8.7 ( ANCHE SE FORSE NON IN TUTTO): A TESTA BASSA, URLARE COME PAZZISSIMI CONTRO SILVIO BERLUSCONI E I SUOI BERLUSXUXLUXCLONES PER SALVARE L’ITALIA, ORMAI LORO, NON STIVALE, MA CALZINO PUZZOLENTE A LIVELLO INSOPPORTABILE, AVANTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
    PS L’EX ALLENATORE DELL’ARGENTINA FASCISTA DEL 78. CESAR LUIS MENOTTI, INVITATO A UN CONVEGNO ITALIANO A PARLARE DEI BERLUSCONIANISSIMI PIDUISTONI VIDELA E MASSERA, HA DETTO PER ME, UNA FRASE FANTASTICA ” ATTENZIONE ITALIANI, LE DITTATURE SON FATTE DA UNO CHE TRAMA, DIRIGE, COMPLOTTA, LADRA, SI VENDICA, AMMAZZA, VIA “SUICIDATE STILE CORSO BOVIO O ROBERTO CALVI”, MA SPECIALMENTE, ANCHE DA META’ POPOLAZIONE CHE GLI FA’ DA COMPLICE”. ESATTO CIO’ CHE STA’ ACCADENDO ORA, TRA ARCORE E CORLEONE, CON IL TUTTO DIRETTO DA SILVIO BERLUSXUXLUXCLONI DALLA NUOVA CAPITALE D’ITALIA, LA BERLUSCONIANISSIMA “ARCOR..LEONE” STESSA.

    Comment by Michele Nista — 07/31/2008 #

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