August
17

Ici: rimetterla?

Giuliano Amato (G.Amato:introdusse l’isi nel ‘92,poi ici)

Chiacchiere ferragostane o qualcosa di più? Prima Calderoli ora Bossi. Sembra che la Lega ci stia ripensando. Abolire l’ici è stato un errore. E che errore! Si può reintrodurre questa imposta sugli immobili. Un’imposta comunale e quindi federale, un’imposta patrimoniale il cui gettito era ed è, per la parte che sopravvive, a diretto beneficio di chi ne stabilisce l’ammontare totale per il contribuente.

E’ una polemica vera? Suppongo che ci sia qualcosa di vero, forse sta proprio nell’idea di un puntuale riordino della tassazione sugli immobili. Quindi iva, irpef, tasse di registro, imposte catastali e quel che rimane dell’ici potrebbero confluire in una nuova imposta unica a vantaggio dei comuni. Inutile chiedersi se è davvero così. Più che una proposta questa uscita di Bossi sembra un sondaggio generale per valutare le reazione dei cittadini, degli alleati politici, degli amministratori locali. Dal tipo di reazione potremo capire cosa se ne farà. Nel frattempo sono però utili alcune riflessioni. Tra ipotesi e psicodrammi. Politicamente però l’effetto non è neutro come proverò di seguito a dimistrare.

Le ipotesi che formulo sono anzitutto sulla sparata del Senaùr come fatto mediatico.

A) Bossi è malato. La sua malattia non gli consente di agire correttamente. Quindi staparla; particolare non trascurabile: è un Ministro della Repubblica. Parla per sè o per altri? Per la Lega, di cui è comunque il lider maximo? Per l’intero Esecutivo? Sarebbe bene saperne di più;

B) Bossi è in difficoltà. Come lui è in difficoltà la Lega che punta al federalismo fiscale. La Commissione Calderoli è a buon punto? Ha una proposta concreta, fatta di numeri o è solo un canovaccio steso da Calderoli in attesa di vedere le carte? L’opposizione crede nella Commissione Calderoli o Bassanini dovrebbe dirci se c’è davvero un’ipotesi realistica in campo? Propendo per la difficoltà di Bossi. Nella Lega e al Governo. Il federalismo è lontano, non verrà a novembre, non sarà indolore. Tra l’altro l’anno prossimo in primavera si vota per le elezioni europee. Occasione per il rinvio?;

C) Bossi vuole dare un segnale al Nord. Che tipo di segnale? La Lega ha vinto con il Pdl le elezioni politiche. Ha firmato un programma elettorale. Preciso e rispettato. Che ha convinto l’elettorato. Che ha soddisfatto una fetta anche più ampia di italiani di quanti hanno votato per questo Governo. Una volta tanto si prende un impegno e lo si mantiene. Così è stato sull’ici. Però ora ci sono gli amministratori locali. I comuni cominciano a soffrire i tagli dell’ici. Devono far quadrare i conti e lo Stato deve “risarcirli” per il mancato gettito. Tra l’altro va notato che l’ipotesi di federalismo fiscale che si sta delineando è incentrata principalmente su due concetti cardine: i residui fiscali regionali e il costo standard dei servizi. I Comuni rischiano di non avere voce in capitolo in questa materia e di veder dipendere le loro future fonti di finanziamento dalla regione di appartenenza. Sarebbe come sostituire un centralismo ad un altro. Meno Stato, più Regione. Un gioco a somma zero;

D) Bossi vuole semplicemente tenere alta la tensione sulla materia del federalismo fiscale e rendere la Lega centrale in ogni partita che si giocherà a Roma. Qui sembra che Bossi ceda alla logica dei sondaggi. Nessuna politica vera, molta agitazione, molta immagine, molte urla. E’ quindi probabile, se si ritiene questa un’ipotesi possibile, che la Lega sia in calo nei sondaggi. Serve un rilancio. Anche spararle grosse può servire.

In realtà è molto forte l’ipotesi che abolire l’ici si stia rivelando un errore grossolano. Accanto ai buchi di bilancio per il mancato introito gli enti locali soffriranno nei prossimi anni per l’effetto della finanziaria voluta da Tremonti. Una manovra fatta di tagli orizzontali e non selettivi che metteranno a dura prova l’abilità degli amministratori locali. L’impostazione politica che ne deriva penalizza sicuramente gli amministratori della Lega ma la stessa base sociale della Lega. Finchè non ci sarà il federalismo sarà dura avere benefici stabili e oggettivi. Soprattuto sarà difficile convincere l’elettore medio che la Lega a Roma difende davvero gli interessi locali.

L’aspetto meno rilevato mi sembra quello politico. In Italia è in atto una forte redistribuzione di potere a favore delle classi agiate e del lavoro autonomo. Embrambi sfuggono alla crisi economica (o la sentono in modo molto attenuato) poichè non subiscono gli effetti dell’inflazione e del generale senso di impoverimento collettivo. Possono stabilire tariffari, possono imporre condizioni di prestazione che sono preclusi al lavoro dipendente. Un Governo che non si pone alcun problema relativo agli ordini professionali, che rimanda il problema della perdita di potere d’acquisto dei salari e che chiede più produttività al lavoro dipendente è destinato a premiare la rendita, a liberalizzare licenziamenti e condizioni d’assunzione introducendo rigidità sempre maggiore nell’offerta di servizi alla persona e di elevato valore aggiunto. Un’impotesi sulla quale sarebbero necessarie parole anche della sinistra italiana e di tutta l’opposizione istituzionale.

Eliminare l’ici è un tassello di un disegno più ampio che denota un profondo arretramento. Un arretramento sociale. Si attua cioè una vera politica conservatrice che premia l’esistente e non attua nessuna vera riforma di sistema. Proviamo a pensarci: meno tasse sugli immobili, tassazione elevata sul lavoro. Un blocco insopportabile, che rende la ripresa impossibile. Lo ha detto il Governatore della Banca d’Italia denunciando l’elevata perdita del potere d’aquisto dei salari.

Bush in questi giorni ha inviato a casa dei contribuenti americani un assegno di circa mille dollari. L’americano medio si sente meno povero, vede che il suo governo lo risarcisce di tasse pagate in precedenza e ha uno stimolo a credere nella ripresa. L’America attua una politica anticiclica, una politica che anche un’amministrazione repubblicana ritiene doverosa per far fronte alla crisi economica mondiale in atto. In Italia si paventano tagli di spesa di proporzione storica (Tremonti), si taglia l’ici sostenendo che questa opzione mette soldi nelle tasche degli italiani, si assiste passivi al calo dell’iva, si mantiene elevata la tassazione sul lavoro, non si danno sgravi contributivi. Ecco perchè penso che si voglia tenere il paese immobile, dove la ricchezza è data e ereditata per diritto divino e chi vuole con il lavoro riscattare la propria condizione sociale trova pochi spazi e deve fare molti sacrifici. E pagarsi di tasca propria i servizi locali. Grazie al taglio dell’ici. Rimettere l’ici? Sì, si può fare.

Loris Costa

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  1. No l’ICI no.Abbiamo fatto tanto per pagarci la casa e il comune non ha nessun diritto…..Abbiamo già pagato per farla tasse di tutti i tipi, al comune al catasto, l’iva, la Buccalossi e quant’altro….ICI o non ICI i servizi li abbiamo sempre e comunque pagati e continueremo a pagarli, la casa è già tassata sul reddito BASTA!!!!!! era nata come tassa una tantum e tale doveva restare….Bossi poteva risparmiarsela,qualunque sia il motivo ha detto una cazzata, non credo che il suo elettorato ne sia contento….il buon tacere non fu mai scritto…

    Comment by lori — 08/19/2008 #

  2. Sono concorde sul fatto che le imposte patrimoniali od indirette siano sommamente ingiuste e colpiscono in maggior misura coloro che meno guadagnano.
    Questo è il motivo per cui questa maggioranza tanto le apprezza e non vuole saperne di tassare il reddito degli italiani.
    Rinuncia a farlo e si limita a raschiare il barile ed a recuperare su quello che si vede, come la casa.
    Vorrei, sommessamente, ricordare che il nano mentiroso aveva promesso, erga omnes, di eliminare il bollo sulle auto.
    Misura folle, contraria persino ad un elementare buonsenso se si desiderasse incentivare la mobilità sostenibile, ma pacta sunt servanda (come ama dire spesso il venditore di pentole attualmente facente funzioni di capo del governo).
    Non è la cosa più importante delle molte assurdità spese in campagna elettorale ma certo fa sorridere, a posteriori, pensare che un notevole numero di italiani crede alle promesse che riceve dalla televisione.

    Comment by S.Just — 08/20/2008 #

  3. Sono davvero stanca del solito bla bla ideeologicamente connotato, che va per sommi schemi e crea danni a non finire.
    Lavoro autonomo è anche quello che i giovani che non riescono a trovare lavoro dipendente, per i più diversi motivi, non ultimo quello di non fare per esempio parte di nessuna cordata politica o di non essere lacchè di nessuno o peggio, peccato mortale grave, di non esser figli o nipoti di eccellenti grand commis,dicevo, lavoro autonomo è quello dei su detti giovani che per lavorare sono stati costretti ad aprire una partita IVA,e pagate tasse fuori misura, dopo 10 ore al giorno, non riescono manco a pagarsi affitto di un monolocale, ma di che parliamo? Facile aprir bocca , lavoratori autonomi sono i piccoli artigiani, quei pochi rimasti, e a loro capita di lavorare e non esser pagati, lavorare a spaccarsi la schiena e trovare il bastardo impaccato di soldi che arraffa il lavoro e non paga e comunque non vuole ricevuta fiscale, un povero cristo che sarebbe felice di assicurarsi i 1200 euro al mese che per il governo di sinistra erano il “benessere” e sono una miseria, ma verla tutti i mesi che Dio manda in terra, spesso fa la differenza. lavoratore autonomo non è il grande professionista che si incontra nei salotti chic, quella è altra cosa, quella è gente che la ICI non la paga, perchè ha la casa popolare , nel senso che è pagata coi soldi del popolo, mentre loro pagano affitti da poveri , quella è gente che ha le consulenze,pagate dal popolo , e poi ha la faccia di corno di parlare di tasse,per gli altri, quella è gente che ai figli la casa la intesta da subito, quella è gente che le case le intesta a teste dilegno di comodo, e quindi, si via mettiamo l’ici, se no sti fessi come li spremiamo?
    Quella è gente che dovrebbe provare finalmente sulla propria pelle quello che fa provare a quei poveri fessi degli Italiani! Forse sentiremmo discorsi meno ideologici e più consapevoli della realtà dei poveri cristi.
    Niente di personale ovvio, non la conosco, ma i discorsi alti e non ancorati alla realtà minuta, mi danno l’orticaria ormai

    Comment by marista urru — 08/26/2008 #

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