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Rai
E’ più complesso di come scrive Luca De Biase (”Difficile per la televisione confrontarsi con il pubblico attivo. Per i pregiudizi reciproci”). Si tratta di servizio pubblico o di un riempitivo che come viene e va bene lo stesso?
Se non fosse che in Francia stanno per godersi spettacoli sulla tv pubblica senza pubblicità (a regime nel 2011) ci sarebbe da osservare che il canone è garanzia di prestazione di un servizio. E pazienza. Ma di questo deve davvero occuparsi il Codacons? Insomma: possibile che in estate la Rai diventi la tv delle repliche? Avanti con la “Signora in Giallo”, avanti con riempitivi che costano poco ma tengono in piedi un palinsesto. O forse è colpa della crisi economica?
Diciamola tutta: sarebbe ora di capire che le ferie sono un lusso, che si sta in ferie perchè le aziende chiudono ma non si va via. E allora perchè anche la tv non si adegua? Capisco i diritti. Capisco i costi. Ma ricordo che paghiamo un canone. Una tassa sulla cui utilità potremmo davvero discutere (a destra e a sinistra, Bondi permettendo). Se non c’è l’evento (e le Olimpiadi sono l’evento!) cosa ci sarebbe? La noia. Ma eviterò di scomodare Sartre. Sarebbe come amplificare l’effetto Rai.
Però intendiamoci: ieri sera ho visto sale cinematografiche piene. Al chiuso. Era martedì. La domanda c’è. La risposta no. La televisione è ancora importante, internet incalza ma non sopravvanza. Che dire? Io sto con Freccero. Pochi mezzi e tanta voglia di nuovo. Rai 4 e dintorni. E non si dica che quando si vuole non si può.


è la volta buona che teniamo spenta la tv. molto meglio un libro, una serata a rimirar le stelle (quando ci sono) o passata in compagnia… riscopriamo così il piacere del contatto vero con la realtà che ci circonda…
Comment by l'ingenua — 08/22/2008 #