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Colaninni

Absit iniuria verbo, non voglio offendere nessuno. Ma il capolavoro del governo merita chiarezza sul fronte dell’opposizione.
Ma come? Un’operazione che va nel senso auspicato dal Capo, un colpo d’ala per la compagnia di bandiera e noi qui a perderderci con quel che farà l’opposizione? Appunto, che c’entra l’opposizine vi chiederete. Se non fosse che il Presidente della newco, la best company dell’operazione Fenice, ideata per salvare la moribonda l’Alitalia, sarà un Colannino, Roberto.
Da tenere bene presente che Alitalia è una partecipata del Ministero del Tesoro, che ne è poi l’azionista di maggioranza (49,9% del capitale sociale). E quindi dal punto di vista della trasparenza, della regolarità e dalla forma nella procedura di dismissione una partecipazione soggetta al controllo di tutti gli organi istituzionali preposti. A cui va sommato, ovviamente, una verifica di tipo politico, di opportunità e di confronto con altre procedure già scartate in precedenza. Senza dimenticare un commento, che immancabilmente Eugenio Scalfari vorrà proporci con l’immancabile acidità domenicale su Repubblica.
Avete capito bene, però. Di Colaninni si tratta. Perchè l’altro Colaninno, tale Matteo, è attualmente deputato del Pd, eletto (pardon nominato!) come capolista del collegio Lombardia I nelle elezioni politiche di aprile. Così viene naturale interrogarsi di Colaninni, oltre al grado di parentela.
Il fatto è che è tutto trasparente, uno sarà Presidente della società che farà rinascere l’Italia dei cieli, mentre l’altro è un parlamentare, un onorevole del Pd, l’opposizione parlamentare del governo Berlusconi IV. Ecco mi domando se Matteo sarà così bravo e così determinato e così inflessibile nel valutare l’operazione Fenice. Nessun sospetto lo giuro. Ma è un fastidio di Casta. Sono sempre quelli i nomi…se vanno bene alla maggioranza e vanno bene all’opposizione allora qualcosa di serio, in questo Paese, non va. O no?
P.s. Ho incontrato due volte Matteo Colaninno durante la sua campagna elettorale. A Milano ha partecipato ad un incontro sui mercati finanziari e sul ruolo dei governi nella crisi finanziaria organizzato dalla Fondazione Italianieuropei a cui era presente anche Massimo D’Alema. Il giorno seguente Matteo era alla Casa della Cultura, sempre a Milano, per un incontro preparato da Cgil, Cisl e Uil di Milano a cui mi aveva invitato Claudio Negro della Segreteria Regionale della Uil. In entrambi i casi ho apprezzato le cose che l’imprendito del Pd ha detto.


Dopo la vicenda Telecom delle persone più attente dii dirigenti del PD avrebbero saputo distinguere i “capitani coraggiosi” dai pirati dell’economia.
E si sarebbero preoccupati meno del risiko finanziario e più della politica per il bene comune.
Adesso poi sono bloccati dalla partita su come continuare a garantire uno stipendio a dei raccomandati che anche loro hanno collocato in questa società.
Diciamo che nessuno è privo di colpe in questa vicenda e che l’assegnazione agli amici della società serve solo a fare proppaganda.
Continueremo a pagare carissimo il Milano-Roma e le altre tratte nazionali e nel contempo avremo il piacere di ripianare con le nostre imposte tutti i buchi di bilancio che sono stati causati dalla politica in questi vent’anni (circa 6 miliardi di euro …)
Per inciso, questa schifezza va contro anche al completamento rapido della linea ad alta velocità Milano - Roma - Napoli che, in un paese civile, dovrebbe essere considerata l’assoluta priorità.
In Francia, infatti, Air France sta acquistando una società ferroviaria per far viaggiare i propri clienti in treno sulle tratte dove l’aereo non è più competitivo e che, di conseguenza, dismetterà.
Comment by S.Just — 08/30/2008 #