September
30

Scemetti del quartierino

    Non avevamo dubbi, a volte certa gente basta guardarla in faccia per leggerne il contenuto, se c’è.

Paolo Gatto, elettissimo avvocato CEPU assessore al pelo delle Comasche del Komune che ci fa? Ci sistema le multe. Ci pensa Lui. Un Grande, e soprattutto innovativo.

Ma leggiamo dal giornaletto della Cittadinetta.

Il primo ricorso è norma, o quasi. Il secondo sfortuna. Il terzo casualità. Ma il quarto e il quinto o sono una sfida alle regole oppure è furbizia. La procura propende per la seconda ipotesi. E così l’assessore Paolo Gatto è finito nel registro degli indagati. Di più: ha ricevuto questa estate l’avviso di chiusura indagini, solitamente l’anticamera per una richiesta di processo. L’ipotesi di reato a suo carico è falso in atto pubblico, per aver indotto in errore un pubblico ufficiale, presentando ricorsi fasulli contro alcune contravvenzioni recapitate a casa di conoscenti dell’esponente della giunta comunale. Si tratta di fatti che risalgono a un periodo antecedente alla chiamata di Gatto a Palazzo Cernezzi, portati alla luce dalla solerzia di alcuni agenti della polizia locale.
In particolare a una vigilessa incaricata di verificare i reclami contro le multe del vigile elettronico, per l’accesso in zona a traffico limitato, è sembrato quantomeno curioso incappare ripetutamente in un nome ricorrente: quello del signor Gianni (identità di fantasia), un disabile che, spesso a bordo di auto differenti, avrebbe varcato le porte videocontrollate della città murata. Com’è noto i portatori di handicap sono autorizzati a entrare in centro storico, anche accompagnati a bordo di auto le cui targhe non risultano nell’elenco di quelle automaticamente scartate dall’occhio elettronico.

Mi raccomando, neh, se si ricandiderà in futuro votatelo, votatelo, votatelo, almeno ogni tanto possiamo ridere, è gratis.

Se, il condizionale è d’obbligo, in quanto l’amico Friz è pregato di rassegnare le dimissioni e chiedere scusa, oltre ad andare a lavorare, non prima di essere passato in banca a prelevare quanto percepito dal primo giorno del suo insediamento al Palazzaccio ad oggi e restituirlo in toto, cosa ritenuta ovvia in un paese civile.

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