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Mumble Mumble
Autunno, cadono le foglie, code fino a Montano ed Albavilla. Immediato l’intevento del Comune che incarica un pool di professionisti affinchè eviti la gravità attorno ai Platani ed ai Tigli cittadini garantendo così il funzionamento del girone. L’incontro fortuito e fatale tra un guard-rail ed un tir in Oltrecolle guidato da Schultz unitamente alla “scivolata”del Bmw della Sciura Annabella contro il Lamborghini del Dott. Gianmaria in V.le Varese e la caduta di una pigna in via Paoli scatenano il più terribili degli eventi che il genere umano possa immaginare, la coda. In città, si sa, le cose o si fanno bene o non si fanno quindi straordinario effetto domino sulla viabilità tipo ore per percorrere alcune centinaia di metri. Che sia una città sfigata di per sè lo sappiamo e non è colpa di nessuno, a parte qualche manciata di urbanisti da galera che di professione se ne infischiano di tutto ciò che non è pecunia diretta o indiretta al foraggiamento della propria persona, famiglia ed area di appartenenza, c’è da dire però che l’allegra banda della Lariana rieletta da ben il 60% degli elettori di velluto tutto fa per non far nulla. Per affrontare un problema bisogna porselo, quindi non si va da nessuna parte con questa gente data l’evidenza della staticità cronica delle problematiche legate alla viabilità figlia dello sbattimento persistente di questi transitanti amministratori. Bisogna che per risolvere la questione ci sia un utile economico con storno di denari ma il momento non lo consente. Troppa carne al fuoco. Non ultimo il gioco del S.Anna che unendo grande competenza circa il come esasperare una situazione affinchè diventi così fragile da poter intervenire scientemente con premeditazione al suo depauperamento unitamente allo sgonfiarsi del mercato immobiliare ha portato quello che poteva essere un epocale affare per la città in un vero e proprio diluvio di grane. Attenzione perchè non è incompetenza o imprevisto. E’ scienza degli affari, i nostri amici hanno studiato a tavolino le condizioni, i tempi di trattativa con grande riguardo alla azione in funzione della sua reazione. Artisti. Da un affare che poteva trasformarsi in introito eventualmente da reivestire, al debito per ugual valore dell’ipotetico realizzo senza dimenticarsi di avvantaggiare qualcuno rispetto a qualcun altro. Grandi. Su Ticosa potremmo scrivere un’enciclopedia a tomi anche se ci accontenteremmo di una succinta sentenza giusta. In città i milioni sublimano, questa è l’attività primaria della politica. Non c’è una nanoparticella di politica, è solo economia privata per pochi. Una gestione dei soldi pubblici da codice penale, resa anche possibile dall’applicazione di leggi esistenti che consentono il furto ai danni dei cittadini rigorosamente applicate in malafede. Viviamo in incubo, vera follia, lo stillicidio lento e costante di truffe più o meno eclatanti che inesorabilmente impoveriscono economicamente la città negandole nei fatti la possibilità di creare ricchezza e risparmi da reinvestire. Uno stupro. Ci prendono pure per il culo, l’imbarazzante riassestamento tutto in quota al potere in atto da mesi ci viene dipinto come normale e garante di stabilità (loro) futura, ma tale passaggio politico avviene sotto ricatti di natura, manco a dirlo, economica. Il destino delle aree cittadine è economico, non urbanistico e comunque non figlio di un pensiero politico alto capace del ruolo. Metastasi vuole che il tessuto snob sia affrancato alla propria necessità di grassa sopravvivenza e derivato da una storia politica comasca che ha mantenuto rigorosamente dritta la barra dalla balena bianca di ieri ai pescecani moderni, il tutto in assenza di un degno avversario dotato di coraggio capace di trainare un pensiero diverso sopra al tavolo dove trovasi il presente ed il futuro della città, semmai sotto. A mio avviso questo è un treno in corsa, unico binario, fermate Comune, Provincia e Regione ed il pendolare quindi è ben inquadrabile. Bisogna che quel 40% che non ha voluto ’sti personaggi si riorganizzi soprattutto con spirito civico, metta un attimo da parte le bandiere e inquadri il problema, almeno inquadrarlo e capire da dove è possibile cominciare a ragionare a freddo. Ultimo, ma non meno importante, scenda l’opposizione dallo sgabello al suolo e si armi di carta e penna e prenda nota, o lasci spazio ad altri. Non stà producendo nulla di incisivo, sebbene lavoro assolutamente arduo visto con chi si ritrova a fronteggiarsi, e qui ogni giorno che passa son cazzi.

