Como: 6 morto di fame? amen
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By nsu prinz | 1 CommentLeave a Comment
Last updated: Friday, October 31, 2008

   Riporto questa notizia perchè in fin dei conti la realtà è questa: alla fine del mese non ci si arriva, la fame esiste e solo dei delinquenti possono andare avanti a spendere i nostri soldi in puttanate infischiandosene bellemente del reale stato delle cose. Da noi no, eh, troppa fatica. Meglio Il Cittadino, La Città dello Shopping, la palla nel Lago ed amenità sui generis.

Da La Stampa

Nelle macellerie carne, prosciutto, pasta e yogurt per quattro persone
MARINA CASSI
TORINO
Un pasto completo a sei euro. Il caro vita si può battere, se si vuole, o almeno ci si può provare. E Comune e Ascom – con i Comuni di Pinerolo, Bricherasio, Torre Pellice, Osasco, Perosa Argentina, Pomaretto, Cantalupa – con l’associazione Macellai e Camera di Commercio, hanno deciso di provarci dal 20 del mese, per tre mesi. L’offerta è un po’ più ampia della ormai famosa e famigerata quarta settimana, quella nella quale maggiori sono le sofferenze economiche. Da oggi, a ottobre e a novembre i macellai della provincia venderanno il pasto economico di purissimi prodotti del territorio in 112 esercizi, di cui 88 in città. Il pasto è stato pensato per una famiglia di quattro persone: 4 svizzerine di vitello fassone da 100 grammi, 250 grammi di prosciutto cotto nostrano, 500 grammi di pasta e un vasetto di yogurt. Il tutto in una busta realizzata dal Comune con i loghi di chi ha promosso l’iniziativa. E’ un pasto interclassista: tutti potranno acquistarlo, non solo le famiglie a reddito basso. E’ molto soddisfatto l’assessore Alessandro Altamura: «Aiuta i consumatori, in un momento di difficoltà. Non è la prima iniziativa del genere. Già lo scorso inverno, il Comune, con le associazioni di categoria, aveva promosso la vendita di hamburger a 8 euro al chilo. Il tutto con un occhio attento anche alla riduzione dei costi di trasporto. Si tratta di merci provenienti da Torino e provincia».

Spiega che presto il tavolo torinese sui prezzi sarà esteso alla Regione e ipotizza che l’iniziativa possa andare avanti in inverno. Per Sergio Demo, presidente dei Macellai torinesi «questa non è la panacea di tutti i mali, ma di sicuro è per noi un passo importante, un primo passo per un grande obiettivo, quello di dare una mano in qualche modo alle famiglie che non ce la fanno ad arrivare a fine mese». E aggiunge: «Vogliamo far capire alla gente che l’immagine di “affamatori del popolo” non si addice alla nostra categoria, così come non si addice alle altre categorie del commercio. Una immagine distorta che porta lontani dalle vere cause del fenomeno del caro prezzi». Per i macellai – come ricorda Mauro Fornero, presidente dei Macellai del Pinerolese – si tratta di «un impegno economico non da poco, basato esclusivamente sulla disponibilità del singolo a dare un segnale di attenzione alla nostra clientela». E il giorno dopo allo sciopero della pagnotta, proclamato in tutta Italia dalle associazioni dei consumatori che a Torino avevano anche organizzato un presidio in piazza Castello – arriva questa risposta dai commercianti che sempre più respingono responsabilità nella spirale die prezzi. La Coldiretti aveva annunciato che a ottobre sarebbe stato aperto a Mirafiori, un cosiddetto «farmer market» dove i produttori del territorio torinese porteranno i loro prodotti per venderli non gravati dai costi di trasporto.

Un tassello della politica del chilometro zero che i coltivatori caldeggiano. Ma l’ipotesi non piace alla presidente dell’Ascom, Maria Luisa Coppa che polemizza contro i farmer market. Dice: «E’ una scorciatoia che non giova a nessuno. Meno che mai agli agricoltori che dovrebbero improvvisarsi a fare un lavoro che non è il loro, senza per altro essere obbligati a rispettare norme – fiscali ed igieniche – che i commercianti sono invece chiamati a rispettare». Aggiunge: «Una proposta del genere non offre neppure soluzioni valide ai consumatori. Chi potrebbe garantire la qualità dei prodotti che trovano invece certificata lungo la filiera e nei nostri negozi?».

Commenti

1 comment
  1. OVEST
    02/11/2008

    Gli oli di Van Gogh e le incisioni di Rembrandt. Villa Olmo non potrebbe sperare in niente di meglio per il futuro delle grandi mostre. Una speranza che potrebbe concretizzarsi nei prossimi tre anni. I nomi dei due artisti, tra i più grandi della storia, sono stati fatti ieri dallo stesso assessore alla Cultura di Como, Sergio Gaddi, ideatore e cocuratore dei maxi eventi di Villa Olmo. Di ritorno dal viaggio in Olanda, dove sotto l’egida del consolato olandese in Italia ha visitato 12 musei e tre collezioni private, Gaddi ha anticipato le linee della programmazione pluriennale delle rassegne comasche.

    Van Gogh nel 2011 e Rembrandt nel 2012. Ecco i protagonisti delle prossime grandi mostre. Si tratta di nomi altisonanti, autori dei capolavori più famosi e stimati della storia dell’arte. La possibilità di vedere le loro opere esposte sul Lario è stata ventilata, pur con le dovute cauetele del caso, dall’assessore Gaddi, tornato a Como dopo il viaggio in Olanda dove ha stretto nuovi contattati con musei e collezionisti, con l’unico scopo di cominciare a stendere una programmazione pluriennale delle maxi rassegne d’arte. Tra le tappe toccate nel tour olandese c’è anche il Museo Van Gogh, depositario di circa 200 tele (più 800 tra documenti e altre opere) dell’artista espressionista. Da lì potrebbero essere trasferite sul lago di Como già nel 2011.

    BEH CE MAGNIAMO LI QUADRI..

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