Scrivo per raccontare la mia storia al Bennet, non tanto per ricevere giustizia o comprensione, ma
per sfogo personale. Un modo per sentirmi meno sola, se un modo può esistere. Lavoro per Bennet da un anno e mezzo. Ho vent’anni, prima di lavorare qui avevo conosciuto solo i banchi di scuola.
Al colloquio di lavoro i miei capelli erano tinti, un bel colore, niente di fosforescente ma comunque attiravano molte attenzioni e molti commenti positivi. Il responsabile delle assunzioni non disse nulla, accettò la mia domanda di lavoro e dopo due settimane ero già lì, pronta per iniziare questa esperienza lavorativa (il contratto prevedeva il solito apprendistato – 24 ore settimanali).
Primo giorno di lavoro, inizio alle 7.30. Arrivo e non trovo lì nessuno che mi dice cosa devo fare. Solo il direttore sembra notarmi, ma l’unica cosa che fa è chiedermi a malomodo se sono nuova e nel momento in cui dico “sì, inizio oggi”, lui mi porge il cartellino dicendomi “timbrare e lavorare!”.
Ma io sono una persona umile e forte, non me ne frega niente di una risposta del genere e ci rido quasi su.
Passano i primi 30 giorni di prova e il caporeparto mi prende in disparte dicendomi che aveva combattuto contro qualche capo che voleva lasciarmi a casa e che alla fine l’aveva spuntata. Ero ufficialmente assunta.
Arriva il periodo natalizio, nel frattempo inizio a capire il lavoro che tutto sommato non disdegno totalmente. La vigilia di natale il direttore viene da me, chiedendomi se è mia una determinata macchina. Sì, perchè? Lui sbuffa, dicendomi che la vigilia di Natale bisogna mettere la macchina nel parcheggio “fuori dalle mura” dell’ipermercato, perchè se no la clientela dove parcheggia? Minaccia di mandarmi un provvedimento, io non commento, faccio spallucce e continuo a lavorare.
Sono sempre più sbigottita però.
Alcuni mesi dopo l’ispettore comincia a fare commenti sul mio colore di capelli (LO STESSO DI QUANDO ERO STATA ASSUNTA), non ci faccio caso, ne ricevo a milioni. Verso giugno arriva un capo che io non avevo mai visto. Quando sto entrando a lavoro, lui dal box mi guarda e vedo che mi segue. Io timbro ed esco dalla stanzetta trovandomi questo capo davanti che mi chiede se io vengo ogni giorno a lavoro con i capelli di questo colore.
No, volevo dirgli, ogni giorno cambio parrucca.
Mi minaccia nel bel mezzo dell’ipermercato, davanti anche alla clientela, con la solita arma del provvedimento disciplinare, io non ce la faccio più e scoppio a piangere.
“E adesso vada a lavarsi gli occhi e cominci a lavorare”.
E così ho cambiato anche colore di capelli.
Che tanto io non sono la persona che sono solo per il colore dei miei capelli.
Ma attenzione, qui accade la magia.
Un mese dopo del cambio di colore arriva l’ispettore del reparto e mi offre la possibilità di passare da 24 a 38 ore.
MAGIA!! Chissà perchè.
Io accetto perchè ho bisogno di soldi, ovviamente.
A fine Settembre però, tornando a casa da lavoro in macchina, faccio un incidente. Distorsione cervicale e alla spalla, macchina distrutta, devo per forza stare a casa da lavoro visto che non riesco
nemmeno a muovermi. Siccome l’incidente è successo mentre tornavo a casa da lavoro, viene calcolato infortunio in itinere.
Resto a casa tutto il mese di Ottobre e rientro a lavoro i primi di novembre.
Ma la seconda magia arriva ora, attenzione anche qui.
La paga di Ottobre (mese totalmente non lavorato) arriva intera. La paga di Novembre (quasi totalmente lavorato)
indovina un po’ a quanto ammonta? 43 euro.
Cose da medioevo, da sfruttamento. Io cosa me ne faccio di 43 euro per un mese di lavoro? Non ho preso nemmeno i soldi della benzina.
E la cosa grave non è la paga (sicuramente subentrerà l’INAIL o qualche altro sistema), la cosa grave è
che l’azienda non ti da nessuna comunicazione, nessuna spiegazione sul perchè.
E questi sono solo alcuni degli episodi che succedono là dentro.





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02/12/2008
Fossimo in Italia, non a Gotham Larius (ove peraltro ti bacchettano se inciampi nella lingua dei vicini confinanti), sarebbe il caso di rivolgersi a un’istituzione che colà denominano Procura della Repubblica.
02/12/2008
Faccio da sostituto di scusa, perchè da quelle merde non le otterrai mai. Sappi che il mondo del lavoro può essere anche non infame e i tuoi 20 anni hanno il diritto di ottenere un posto di lavoro pulito, dignitoso, rispettoso. Hai solo avuto la comprova che quando nell’aria c’è qualche miasmo, lì vicino c’è una fogna. E Bennet concentra odori e sostanze.
03/12/2008
solidarietà a chi come te patisce il carceramento al bennet. non sei la prima, gia tempo fa era salito alla ribalta un casino relativo alla stessa vergognosa catena di supermercati.
appena puoi lascia.
Non molliamo compañeros
26/05/2009
anche io nn cerco giustizia o compassione, la mia vuole essere solo una testimonianza… sono una delle tante cassiere, con la cappa rossa eun sorriso per te… ma quale sorriso… quanto puo’ essere umiliante domandare il permesso per andare in bagno dopo 5 o 6 ore di cassa continua… il quale la maggior parte delle volte e’ negato poiche’ se vi sono clienti nn si puo’ rallentare la coda… durante la misera pausa e’ severamente vietato sedersi… sorridere e ingoiare… piu’ volte ho visto direttori insultare ragazzi di 20 anni perche’ nn troppo veloci nel terminare il lavoro… mortificare!!!! forse ai capi reparto viene insegnato questo per fare strada nelle lunghe corsie del bennet… straordinari senza domandare la disponibilita’… ricatti, verie cattiverie… non si parla, nn si masticano caramelle, non si fa pagare un parente alla propria cassa, non si stringono amicizie tra colleghi, vietato domandare, subire e tacere… Sempre disponibili e silenziosi… bennet e’ un mondo di bene… cos’ dice la vocina carina… ma dove?????????
27/05/2009
sono solidale e vicina a tutte le mie colleghe che come me ogni giorno combattono per un pugno di giustizia al bennet, pausa per andare in bagno? scordatelo se c’e’ gente in coda… il cliente nn deve aspettare la mia vescica si’… permessi retribuiti? nn si possono domandare affatto… verranno scontati nelle tue ferie… ad ogni circolare i signorotti del bennet alla fine della comunicazione scrivono…. TANTO VI DOVEVAMO… sapete quanti straordinari nn retribuiti mi dovete?…
20/07/2009
io ho lavorato al bennet x tre anni poi esasperata mi sn licenziata nn ne potevo più delle loro minacce del loro montarsi la testa per una giachetta rossa del cavolo che indossano è sfuttamento puro
17/08/2009
Come ti capisco! Io studio all’Università e quest’estate ho deciso di guadagnare qualche soldino facendo la stagione estiva come cassiera al Bennet…Le continue e immotivate rispostacce sono all’ordine del giorno! Mi è anche capitato che la cassa centrale mi telefonasse alla postazione di lavoro chiedendomi di fare dello straordinario 10 minuti prima della fine del mio turno. Ho dovuto rispondere che non potevo perchè avevo una cena di famiglia e i miei genitori erano già al supermercato che mi stavano aspettando per uscire, dopo 1 minuto sono stata richiamata dal responsabile che ha voluto sapere il mio nome e cognome…guarda caso, la sera stessa, sono stata malamente ripresa dalla boxista, in quanto “ho impiegato troppo tempo ad effettuare la chiusura della cassa”…Fortunatamente ho rimasto 3 settimane di lavoro.
31/08/2009
Per questo e per altri piccoli e grandi soprusi che subite quotidianamente sul posto di lavoro esiste un organo dello Stato chiamato “Ispettorato del Lavoro” ( ora Direzione Provinciale del Lavoro). Faccio tra l’altro notare che l’apprendistato è un contratto a causa mista nel quale, a fronte di numerosi vantaggi per il datore di lavoro, vi è l’obbligo di affiancare COSTANTEMENTE il lavoratore ad un tutor aziendale e di far fruire una formazione ESTERNA ALL’AZIENDA di almeno 120 ore all’anno. Se invece, come troppo spesso accade, queste rimangono solo belle parole su un pezzo di carta il contratto viene disconosciuto ed il lavoratore inquadrato nel giusto livello con tutti i recuperi sia a livello retributivo ( paga ) sia a livello contributivo ( contributi INPS). Aiutateci ad aiutarvi perchè non si leggano più storie e situazioni di sfruttamenti nel mondo del lavoro.
01/11/2009
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19/11/2009
avete finito di lamentarvi?
19/11/2009
ho lavorato in un bennet del torinese e devo dire che paragonato a dove lavoro adesso, al bennet si sta bene, almeno ti pagano!!!
i responsabili non sono come li descrivete, forse aveto avuto sfortuna.
ah dimenticavo: ho lavorato nel nofood e avevo una femmina come capo!che culo!!!
19/11/2009
una donna? povero te, se e’ arrivata fino li chissa’ a quanti l’avra’ data!!!
19/11/2009
magari l’avesse data anche a me!! e invece mi sono dovuto accontentare dei suoi continui rimproveri!!