Author Archives
6
Appello
Nel luogo dove lavoro, trovo spesso annunci di volontari che prestano la loro opera come volontari in centri che si occupano di recuperare gli animali abbandonati. Come è noto, questa è pratica abusata dal popolo italiano soprattutto nel periodo estivo.
Poiché so che anche tu sei sensibile a questo problema, ti prego di divulgare il seguente appello:
Anche questo anno, nonostante i continui appelli alla civiltà, il fenomeno dell’abbandono sembra essere in preoccupante aumento. Ci sentiamo pertanto obbligati a rivolgere un appello a chiunque abbia un cuore, o anche solo un bypass coronarico, affinché possa adoprarsi per alleggerire le sofferenze di queste bestiole.
In particolare, ultimamente, proprio in coincidenza con il grande esodo agostano, si è verificato un vergognoso incremento di casi di abbandono di militari sulle strade di tutta Italia: cuccioli di Bersagliere, di Paracadutista, di Alpino, di Granatiere, si aggirano spaesati, affamati e assetati nelle periferie delle grandi città.
Pertanto, preghiamo tutti coloro che ne hanno facoltà di non restare inerti e di adottarne un esemplare rivolgendosi presso il centro di raccolta più vicino. Essi sono ottimi animali da compagnia o da battaglione, in molti casi addestrati anche a fare la guardia nonché a eseguire ordini, anche i più stupidi, e sono anche affettuosi e fedeli. Inoltre raramente perdono il pelo. Tutti gli esemplari sono già vaccinati e, volendo, si possono avere già sterilizzati.
Ringraziando anticipatamente, rammentiamo che abbiamo anche bisogno di medicine e cibo per tutti quelli che, meno fortunati, non verranno adottati: quindi sono bene accette anche donazioni di farmaci e razioni K.
dirtyboots
6
Teoricamente la democrazia
Non è stato facile, ma sono riuscita a comprare un po’ di criptonite. Ho dovuto farlo, dopo aver appreso che maroni, doterà i sindaci di superpoteri. Non mi fido. Un giorno andai colloquio con un assessore alla cultura, per organizzare la presentazione del mio libro “Luce”. Lo sventurato allungò la mano per salutarmi e, dopo avermi fatto accomodare, esordì: “Dunque, io non leggo libri … “ Se tanto mi da tanto, non oso pensare come possa usare i superpoteri, un sindaco italiano.
Ho letto ora le notizie flash, un ragazzino arrestato per estorsione, un uomo sprangato per un parcheggio, un ragazzino di 24 anni gambizzato. Ma i soldati della nostra sicurezza hanno comunque effettuato un arresto nella loro prima (e sembra unica) giornata di ronde: Alessandro, che ha spaccato il vetro di un idrante in una stazione. Un criminale in meno sulle nostre strade.
Ebbene, pare che i soldati, spente le telecamere, siano già spariti dai punti caldi delle grandi città. Caldi per via della situazione climatica, ovviamente. Tuttavia non sono stati spostati nelle fabbriche e nei cantieri, come richiesto a più voci dopo aver appreso dal CENSIS che i morti di lavoro, in Italia, sono 8 volte di più dei morti per mano criminale.
A chi importa se questa farsa ci costerà una trentina di milioni di euro? A nessuno, tanto adesso ci penserà Robin Wood a rubare ai ricchi per dare ai poveri un euro al giorno per sopravvivere. Sì la poorcard è una realtà, nonostante si sia rischiato di togliere la pensione sociale agli italiani poveri, per un decreto anti immigrato.
Ecco, ci sono cose sulle quali non ci soffermiamo abbastanza, e che pure sono i veri indicatori dell’abrogazione della democrazia. Quando i fantocci di governo, i servi di berlusconi non eletti dal popolo, ma ingaggiati dal padrone per fare il lavoro sporco parlano, noi abbiamo il dovere di ascoltare e di mandare a memoria. (Anche di agire, ma questa è un’altra storia)
Quando un ministro candidamente dice: “Il nostro intento era di colpire gli extracomunitari” c’è alla base qualcosa di estremamente pericoloso, come quando, con altrettanto candore, un sottosegretario commentando il parere dei tecnici della Camera, sull’incostituzionalità di una norma definita da un altro ministro “anti-precario”, dice che “il governo andrà avanti ugualmente”. Non lo dice soltanto, perché in definitiva quel decreto palesemente anticostituzionale (lesivo dell’articolo 3 della Costituzione) è stato approvato.
Calpestare, sputare sopra, pulirsi il culo con la Costituzione, è sintomo di mancanza di democrazia, perché teoricamente la Costituzione è la somma delle regole del nostro Paese, quelle che stabiliscono i nostri diritti e i nostri doveri. Teoricamente.
Rita Pani (APOLIDE)
5
Una nuova TV
Sì, si sentiva davvero bisogno di un’altra televisione. Youdem TV, una TV via satellite ma anche locale, su web ma anche sul cellulare. Non una televisione di tipo tradizionale, ma che farà riferimento ai contributi di tutti i cittadini. Insomma una Tv che fa molto Obama.
Sì, ne avevamo davvero bisogno, forse per smettere di bruciare gasolio a vuoto andando in giro con i pullman a raccogliere e firme contro il governo - che non serve a un cazzo - ma almeno si ha come la sensazione d’aver fatto qualcosa. Insomma il solito problema italico, confondere troppo spesso il reale col virtuale, la realtà con la mistificazione.
D’altronde in questo nuovo mondo inconcludente e strampalato, si può dire tutto e il contrario di tutto, senza per questo rischiare di essere additati, come imbecilli o come fascisti. E allora passi pure che per una delle poche stragi italiane per le quali sono stati ingabbiati i responsabili fascisti, il presidente della camera possa dire che è ora di smontare i teoremi dei soliti giudici politicizzati, o il fascista amico suo, che i cittadini hanno eletto sindaco, possa dire che sarebbe il caso di indagare in altre direzioni.
Per questo mi piace l’idea dell’ennesima TV, fatta dai cittadini. Magari mi deciderò anch’io a riscrivere un po’ di storia. Gli anni 70, per esempio, detti gli anni di piombo per via dell’inquinamento delle fabbriche. Le BR acronimo di Bravi Ragazzi, che giravano per strada a sparare alle gambe di chi aveva l’artrosi, e non riusciva a essere ricoverato in tempo per l’intervento alla rotula.
Tanto è così che deve andare, ed è così che va. Il dissenso è racchiuso nella nicchia del Web, sepolto da un’altra montagna di cazzate senza senso, che in un giorno riescono ad ottenere centinaia di commenti, parlando – caso strano - di TV.
Poi i soldati sono per le strade, seguiti dai bravi cronisti e dalle telecamere, e la gente, quella intervistata, ha solo un’opinione: c’è bisogno di sicurezza. Ho visto un soldato che portava a braccetto un vecchietto, in pieno stile boy scout, e la cronista sembrava quasi eccitata. Mi piacerebbe sapere quante persone si voltano quando passano accanto ad un vecchio in difficoltà, quanti si offrono di aiutarlo ad attraversare la strada. Quanti italiani, sui bus e sulle metro si alzano e lasciano il posto a sedere a una persona in difficoltà?
Chissà quando il bravo cronista spiegherà che l’imbarbarimento, e l’inciviltà dilagante è il primo vero focolaio della violenza e dell’insicurezza. Lo so è troppo difficile, perché presuppone una reale autocritica e un’assunzione di responsabilità: operazioni troppo onerose, per questa povera e triste Italia.
Rita Pani (APOLIDE)
3
Signorina tu mi turbi
Ho paura che se questo governo dovesse durare, noi piccoli blogger disadattati, non avremo più nulla da scrivere. Che aggiungi a commento di notizie come quella della deturpazione apportata al bellissimo quadro del Tiepolo, che fa da sfondo alla sala stampa di Palazzo Chigi? Nulla se non la spiegazione data da quel genio di bonaiuti: «Beh… sì, insomma: quel seno, quel capezzoluccio… Se ci fate caso, finisce esattamente dentro le inquadrature che i tg fanno in occasione delle conferenze stampa». E quindi? «E quindi hanno temuto che tale visione potesse urtare la suscettibilità di qualche telespettatore. Tutto qui».
Non c’è nulla da aggiungere, tutto sarebbe ridondante.
Me li figuro i telespettatori turbati da una tetta, dopo aver assistito su canale 5 alle pose delle veline di turno, che mostrando generosamente il culo, hanno permesso che le si potessero vedere anche le tonsille. O che sia offensivo far vedere una tetta così piccola, ora che si è abituati a quelle mostruosità enormi, gonfiate con materiale plastico?
Io ammetto candidamente il mio limite. Trovo assai oltraggiosa l’esposizione continua di tutti quei deretani, con o senza capelli, con o senza occhiali, con espressioni poco intelligenti o diversamente imbecilli, che spesso coprono la vista del quadro del Tiepolo, e mi piacerebbe protestare, denunciare l’oltraggio al comune senso del pudore, l’oltraggio che ci reca l’esposizione quotidiana di berlusconi, in TV.
Dobbiamo fermare la repentina regressione, o quando avranno finito saremo caduti così in basso, da non poter fare più ritorno.
Metteranno le mutande al David di Michelangelo?
2
Malavitosi, cazzari e ignoranti.
L’Italia è il paese dell’impunità alle quattro più alte cariche dello Stato, le stesse persone che rifiutano di recarsi alla commemorazione dei morti di Bologna; morti per mano fascista. Le più alte cariche dello stato, sono fasciste.
Qualche giorno fa, un amico mi ha detto che nell’ultimo periodo le reti merdaset avevano trasmesso per più volte film su Robin Wood. Ho controllato: è vero. Rete 4, la TV abusiva del presidente del consiglio, l’ha trasmesso 3 volte, una in cartone animato. Come quando in campagna elettorale, partono a giorni alterni i film di Don Camillo e Peppone. Questa è l’Italia.
L’Italia non è un paese governato abusivamente da un gruppo di malavitosi, cazzari e ignoranti. Molto popolo italiano, ha la responsabilità di aver messo nelle mani di un gruppo di malavitosi, cazzari e ignoranti, le sorti del Paese. Ed è bene ricordarlo, ogni tanto, soprattutto quando incontri l’imbecille che con forza rivendica la grande vittoria di non pagare più l’ICI, che di media fa risparmiare una settantina di euro all’anno. Meno tasse per tutti? Meno scuole, meno sanità, meno servizi pubblici. Meno lavoro, meno dignità, meno alimentari.
Tu, che godi per il mancato pagamento dell’ICI, meriti che il capo dei malavitosi, cazzari e ignoranti, ti dica che per risolvere il problema dell’inflazione al 4,1% devi essere ottimista. Meriti anche che ti dica che per risolvere il problema dell’imbarbarimento delle nuove generazioni, detto bullismo, sia sufficiente mandare gli alunni dietro la lavagna.
Questo governo con i suoi ministri è assolutamente rappresentativo degli imbecilli che lo hanno votato; il fascista che porta l’esercito in piazza in previsione di una sommossa popolare che scoppierà. Non per mancanza di libertà, né per la mancanza della democrazia, ma solo per la fame, che prima o poi come la peste, dilagherà. Un ministro alle pari opportunità, che ha avuto in mano un’opportunità in più di altre donne, un ministro al welfare che non sa un cazzo di quello che accade nel suo ministero. Il ministro alla semplificazione … calderoli. Ma soprattutto il ministro della pubblica istruzione da privatizzare, cancellando di fatto scuole e università. Il ministro del grembiule, di un governo del grembiulino, che pare essere assolutamente necessario per risolvere i problemi della scuola italiana. Uno strumento che serve a combattere la diseguaglianza sociale. Il grembiule che rende uguali.
L’imbecillità di un ministro che gongolante ci informa che “sono tante le case di moda, interessate alla creazione dei grembiuli …”
Mi piacerebbe dire che non è una stronzata, non è una battuta, ma è una cosa serissima.
Io me li vedo già i pargoli degli imbecilli fare la fila per indossare la divisa di Dolce e Gabbana, con trasparenze e scollature, con strass negli orli: “Quest’anno si userà una divisa scolastica finto proletario, con riporti in pelle umana sui gomiti, e ampie scollature sulla schiena, mentre Armani, propone una divisa scolastica abbondantemente sopra il ginocchio con accessori comodi ma eleganti.”
Arrivati a questo punto (di non ritorno) credo che l’unica salvezza per i nostri figli, sia quello di evitare che vadano a scuola.
Rita Pani (APOLIDE)
31
Associazione Occhi per Comunicare
Un abbraccio affettuoso a Claudia.
R.
http://www.myspace.com/tittipillo
Progetto della nuova associazione di volontariato Occhi per Comunicare costituita in Roma da un gruppetto di genitori più matti dei propri figli e con la speranza che qualcosa di buono è ancora possibile fare … leggetelo e se lo trovate interessante o volete segnalare modifiche integrazioni … o quanto vi passa per la testa … noi siamo qui. Poi non dimenticate che cerchiamo fondi e volontari ….Cari amici, chi scrive è un gruppo di genitori di Roma con figli affetti dalla Sindrome di Angelman, la sindrome in questione è rara ed in quanto tale è difficile diagnosticarla, soprattutto in età neonatale o in primissima infanzia. I nostri scopi:Divulgazione della sindrome a pediatri, farmacisti e specialisti quali neurologi o neuropsichiatri infantili;Sensibilizzare l’opinione pubblica e le più importanti società circa un progetto di creazione di spazio multifunzionale con prevalenza ludico-ricreativa impostato in comunicazione aumentativa alternativa;La Sindrome di AngelmanLa sindrome prende il nome dal pediatra inglese Harry Angelman.Egli racconta che circa trent’anni fa tre suoi piccoli pazienti presentavano caratteristiche particolari che lo incuriosirono. Il loro quadro clinico era sostanzialmente simile ed ebbe così il forte presentimento che fossero affetti dalla stessa patologia, sconosciuta perché mai descritta in precedenza. I bambini presentavano ritardo psico-intellettivo, crisi convulsive, atassia con movimenti a scatto, assenza di linguaggio e una postura simile, che ricordava quello di una bambolina sorridente. In seguito, visitando il museo di Castelvecchio a Verona, il medico si trovò di fronte una tela dell’artista Giovanni Francesco Caroto (pittore del Cinquecento), che raffigurava un giovane sorridente con in mano il disegno di una bambola (o di un burattino). Quel sorridente Ritratto di fanciullo con disegno gli riportò alla mente quei tre ragazzi, che a loro volta ridevano moltissimo, oltre ad avere movimenti a scatti degli arti e del tronco. Si decise dunque a descriverli nella letteratura medica con il saggio Puppet Children (letteralmente “ragazzi burattino”). Solo dopo molti anni di ricerche si scoprì che nel mondo esistevano parecchi di questi pazienti, affetti da quella che venne da allora chiamata sindrome di Angelman. I sintomi della Sindrome di AngelmanLe caratteristiche principali della sindrome di Angelman sono un grave ritardo psiocomotorio, l’assenza di linguaggio o utilizzo di poche parole, problemi di equilibrio e movimenti scoordinati (atassia) con tremore agli arti. Un’altra caratteristica è la tendenza a ridere in modo eccessivo e senza motivo, ipereccitabilità, iperattività, scarsa attenzione. Queste caratteristiche accomunano tutte le persone affette dalla sindrome. Altri tratti frequenti (presenti in più dell’ 80% dei pazienti) sono la microcefalia (testa piccola rispetto al resto del corpo) che si rende evidente dopo i 2 anni di vita, indole affettuosa, presenza di capelli chiari e occhi azzurri (presenti nel 60% dei casi) e infine la presenza di crisi convulsive che insorgono entro i 3 anni. Frequenti sono anche i disturbi del sonno. I bambini tendono a nascere più piccoli del normale, hanno frequentemente problemi di alimentazione, con difficoltà di suzione o rigurgito, e alcuni di essi soffrono più facilmente di infezioni delle vie aeree (tonsilliti, faringiti, bronchiti etc..). La scoliosi può essere un problema negli adulti. Le cause genetiche della Sindrome di AngelmanPer comprendere le cause genetiche della sindrome di Angelman bisogna ricordare che ognuno di noi possiede 46 coppie di cromosomi; di ogni coppia di cromosomi, uno proviene dalla madre e uno dal padre. La sindrome di angelman è causata dall’assenza di una porzione del cromosoma 15 (porzione contrassegnata come 15q11-q13). La malattia si osserva solo nelle persone in cui la mancanza riguarda il cromosoma 15 di origine materna. A causa di un complesso meccanismo biologico chiamato imprinting, i geni contenuti in questa porzione del cromosoma 15 sono funzionanti solo nel cromosoma materno, e sono “spenti “in quello paterno. Curiosamente, la perdita della stessa porzione del cromosoma 15, ma proveniente dal padre invece che dalla madre, causa la Sindrome di Prader-Willi, una malattia completamente diversa dalla S. di Angelman. Le cause genetiche della S. di Angelman sono sostanzialmente: - Delezione (mancanza) della regione 15q11-q13. E¿ la causa più frequente della malattia (50-75% dei casi). Il cromosoma che presenta la delezione, nella S. di Angelmann è sempre quello di origine materna. - Disomia uniparentale (circa 2-4% dei casi). Per dei complessi motivi biologici è possibile che entrambi i cromosomi 15 siano di origine paterna. Questo fenomeno si chiama disomia uniparentale. Disomia indica che il numero di cromosomi 15 è normale (=2) ma che entrambe le copie provengono da un solo genitore. In questo caso i pazienti hanno un numero normale di cromosomi e una quantità normale di geni, ma è come se mancassero dei geni presenti nella regione 15q11-q13, quelli che sono attivi solo sul cromosoma 15 di origine materna - Mutazioni del centro di imprinting. Questo terzo gruppo di pazienti sono molto rari. In questi casi l’alterazione è localizzata nella stessa regione del cromosoma 15 ma è più sottile e coinvolge esclusivamente un piccolo frammento, chiamato centro dell’imprinting, che regola l’espressione dei geni circostanti. Quando il centro dell’imprinting è mutato , i geni che dovrebbero essere espressi dal cromosoma materno non lo sono più, con un effetto finale analogo a quello della delezione o della disomia uniparentale. - Mutazioni del gene UBE3A. Recentemente è stato individuato un gene chiamato UBE3A che presenta mutazioni in alcune persone affette in cui siano state escluse la presenza di delezione cromosomica e la disomia uniparentale paterna. Diagnosi della Sindrome di AngelmanLa diagnosi si basa essenzialmente sulle caratteristiche cliniche, sono poi disponibili test genetici in grado di individuare il tipo di alterazione genetica responsabile della malattia, descritti sopra. Parliamo di test di laboratorio molto sofisticati (cariotipo ad alta risoluzione, ibridazione in situ con sonda fluorescente, studio della disopia uniparentale, test di metilazione ecc.) che consentono di confermare la diagnosi, dimostrando il difetto di base della malattia. Esiste tuttavia un’alta percentuale di pazienti in cui le tecniche attuali non sono in grado di riscontrare alcuna anomalia e la diagnosi può essere posta e confermata soltanto su base clinica. Terapia per la Sindrome di Angelman Non esiste attualmente un trattamento in grado di guarire le persone affette dalla S. di Angelman. Gli sforzi terapeutici più rilevanti sono rivolti alla riabilitazione psicomotoria, alla ricerca e alla stimolazione di una modalità di comunicazione alternativa al linguaggio verbale (è noto che i bambini affetti hanno capacità e necessità di comunicazione ben superiori alla loro possibilità di esprimersi con le parole) e alla terapia delle crisi epilettiche. La fisioterapia è importante per la mobilità articolare e per prevenire l’artrosi articolare. La terapia occupazionale, infine, l’idroterapia e la musicoterapia sono di grande aiuto nella gestione di questa patologia. Rischio di ricorrenza familiare della Sindrome di AngelmanIl rischio di ricorrenza varia a seconda del meccanismo responsabile della malattia. Per questo, i genitori di bambini malati che desiderano sapere qual è il rischio di avere un altro figlio affetto dalla Sindrome devono rivolgersi ad un consulente genetico.Progetto “Occhi per Comunicare” per la realizzazione di uno spazio multidisciplinare per l’accoglienza di ragazzi disabili con patologie simili per modalità espressive e comunicative alla Sindrome di Angelman.Il progetto nasce dalla presa di coscienza di un gruppo di genitori di Roma con figli affetti dalla Sindrome di Angelman della saturazione che coinvolge gli spazi per disabili esistenti a Roma. In particolare ci si ritrova in situazioni in cui alcuni ragazzi devono aspettare mesi se non anni per accedere alle strutture in cui si svolgono le attività di terapia specialistica per la loro sindrome. Alcuni di questi ragazzi, poi, dopo l’orario scolastico, sempre più corto, si ritrovano a casa a completo carico del genitore il quale se lavora deve pagare a proprie spese un servizio di assistenza o se non lavora deve consumarsi dietro il proprio figlio. Esistono molte strutture a Roma ma per ovvi problemi di fondi assegnati i loro posti disponibili sono spesso insufficienti a coprire il fabbisogno dei ragazzi disabili che sempre di più si affollano nelle liste di attesa. Lo strumento dell’assistenza domiciliare o ancor meglio dell’assistenza domiciliare indiretta non è di facile ottenimento presso ogni municipio. Insomma gli ostacoli non sono solo di carattere medico, questi ragazzi, e per loro i genitori, si trovano a dover passare interi periodi sballottati da una casa all’altra nella speranza che qualche parente possa badare a loro nell’orario di lavoro del genitore. Il nostro proposito non è quello di creare un’altra struttura di terapia ne una casa famiglia od una palestra. Il nostro scopo è quello di creare un luogo in cui i ragazzi possano trascorrere il loro tempo seguiti da personale specializzato ed aspettare che l’ambito posto presso la struttura già rodata e perfettamente funzionante si liberi.La nostra idea è quella di creare un sito, con ampi spazi aperti, in cui attività ludico-ricreative si fondino in attività di comunicazione intesa come comunicazione aumentativa alternativa (CAA). Insomma uno spazio dove terapisti formati possano fornire le basi per la futura integrazione nella struttura di destinazione e dove personale specializzato possa fornire supporto ai genitori che vuoi per limiti reddituali o limiti istituzionali non possono seguire “full-time” il proprio figlio. Nel nostro immaginario di genitori stanchi pensiamo ad un posto dove sia possibile svolgere attività sportiva (legata allo sviluppo ed al mantenimento della fascia motoria del ragazzo disabile), dove sia possibile svolgere laboratori, dove sia possibile, insomma, trascorrere il tempo divertendosi ed imparando e dove i genitori possano pensare “mio figlio ce la può fare”. I nostri figli, diciamocelo chiaramente, non ce la faranno mai da soli, avranno sempre bisogno di noi, delle nostre carezze, delle nostre spalle e soprattutto della nostra energia sempre viva. Descrizione dei luoghiLo spazio ideale per la realizzazione del nostro progetto si può configurare in un terreno, agricolo o edificabile, nel quale far sorgere un manufatto ideato appositamente per le esigenze dei ragazzi e lo spazio esterno impostato ad hoc per i laboratori. In alternativa al terreno si presterebbe allo scopo un istituto scolastico tipo scuola elementare o scuola dell’infanzia magari in disuso dotato di spazio aperto. L’istituto scolastico è già predisposto, per sua natura, ad accogliere ragazzi, e con minimi interventi si ottiene l’abbattimento delle barriere architettoniche. Tipicamente le scuole di questo tipo hanno già aule, bagni, mense, palestre e locali direzionali. Inoltre alcune hanno anche uno spazio esterno destinato a giardino che potrebbe essere adattato con poca spesa agli scopi dei laboratori. In questo modo i costi di primo impianto sono limitati alla manutenzione ordinaria del manufatto, vedi pittura e piccoli interventi edili di adeguamento. Inoltre, adeguare un istituto alle norme igienico sanitarie e di sicurezza antincendio è più facile che non in altri ambienti che andrebbero adattati allo scopo. Personale necessario allo scopoDa quella che è la nostra esperienza e confrontandoci con operatori di esperienza nel campo dell’assistenza a persone con disabilità motoria e mentale il personale minimo che occorre reperire e soprattutto mantenere è:o Neuropsichiatra infantile di riferimento;o logopediste della CAA;o psicomotriciste;o operatrici specializzate in attività laboratoriali;o insegnanti per attività motoria;o assistenti per l’igiene;o Assistenti alle attività in numero di uno per ragazzo gestito;o Segretarie;o Responsabile della manutenzione;o Direttore amministratore;o Personale MensaOltre a personale esterno non dipendente diretto della struttura:o Società di trasporto per ragazzi disabili;o Commercialista;o Società di pulizie;Posizione geografica.Dopo attenta analisi e valutazione sui luoghi possibili abbiamo ritenuto che la posizione geografica per la nascita del nostro luogo è preferibile sia a Roma Est in prossimità dell’inizio dell’autostrada Roma-L’Aquila entro il Raccordo Anulare. Questa valutazione tiene conto anche del fatto che tutti i ragazzi Angelman con i quali siamo in contatto risiedono in prossimità di tale direttrice inoltre grazie alla presenza di direttrici importanti quali l’autostrada ed il raccordo anulare le famiglie che volessero raggiungere il centro da altre zone di Roma o addirittura dalla regione avrebbero maggiore facilità di accesso. Interventi necessari.Al fine di rendere agibile un qualsiasi manufatto è necessario procedere ai seguenti passi fondamentali:o Trovare istituto che si adatti alle esigenze o terreno edificabile;o Studio di fattibilità;o Piano economico;In caso di terreno edificabile:o procedere al progetto ed alla relativa richiesta di concessione edilizia;o Scelta dell’impresa;o Realizzazione dell’opera;o Iter burocratico per l’ottenimento dell’agibilità;In caso di edificio esistenteo Progetto esecutivo degli interventi di adeguamento;o Adeguamento alle Norme di Prevenzione incendi;o Richiesta NOTS (Nulla Osta Tecnico Sanitario);o Interventi di adeguamento:o Eliminazione Barriere architettoniche;o Adeguamento Ascensore alle norme recenti;o Adeguamento cucina;o Adeguamento dei seguenti impianti:o Impianto elettrico;o Impianto idraulico;o Impianto di rivelazione fumi;o Impianto idrico antincendio;o Infissi ed adeguamenti 626;o Opere di pittura e finitura;In entrambi i casi:o Allestimento arredo;o Acquisto Computers;o Software di gestione;o Materiale didattico;o Materiale ludico;o Materiale sportivo;o Arredo refettorio;Conclusioni.Quanto sopra esposto è, ovviamente, un sogno, per arrivare al quale pensiamo di passare attraverso il raggiungimento di piccoli traguardi che comunque ci gratificherebbero molto e darebbero un senso ai nostri sforzi. Questo per dire che è possibile creare una struttura che cresca per gradi, a partire ad esempio dal terreno con un tendone ed un prefabbricato per il ricovero dei giochi, nel frattempo l’idea progettuale avrebbe il tempo di realizzarsi sia in termini architettonici che funzionali e soprattutto burocratici. Insomma, lo scopo è far divertire i nostri figli ed i loro amici “strampalati” e questo a nostro avviso sarebbe bello accadesse presto.
31
Riassunto
Iniziamo da Civitavecchia, dove si è inaugurata la centrale a carbone pulito. Questa precede il nucleare ecologico. “Ed eccola, finalmente, dopo solo qualche vita umana …” qualche giornale grida allo scandalo, come se non ce lo potessimo aspettare, da colui che tolse la scorta a Marco Biagi, considerato dall’anche allora ministro scajola “un rompi coglioni”.
Sta nascendo un nuovo ministero, che va a sostituire quello del welfare: il ministero del “non ne sapevo nulla”. Il ministro sacconi è già stato ribattezzato, ministro “Non sono stato io.” Il ministero non sa nulla dei precari, della norma anti immigrati, dei licenziamenti Alitalia.
Oh! Il caso Alitalia è davvero eccitante. La falsa cordata da propaganda elettorale, bocciò il piano Air France che prevedeva 2.500 esuberi, ed ora il Piano Fenice, già dotato di slogan promozionale, ne prevede 7.000 escludendo che i sindacati possano rompere i coglioni. Ho letto qualche nome dei presunti salvatori della patria: ligresti, benetton , colaninno ( e su questo nome credo che non ci sia bisogno di link.
E Roma? Quanto sei bella Roma con alemanno. Via gli zingari, avanti i soldati, niente soldi per gli eventi culturali, niente soldi per musei e monumenti, però la sorella del sindaco, questa sera darà una grande cena per festeggiare il suo compleanno, all’Altare della Patria. Piccoli faraoni crescono.
Tutto questo, in fondo mi mette allegria. Come il cronista di Sky TG 24 che oggi, in diretta da Viale Mazzini, spiegava agli ascoltatori, perché i burattini del padrone, facessero mancare il numero legale al consiglio d’amministrazione che deve provvedere alla sostituzione di saccà. Diceva: “a seguito delle note intercettazioni telefoniche su raccomandazioni e favori ad attrici …”
E allora mi sento in obbligo di ricordare, a quel cronista in primis, che in seguito a quelle intercettazioni, il padrone è indagato dalle procure prima di Napoli e poi di Roma, per corruzione. Le attrici (?) rappresentavano la merce di scambio per comprare i senatori dell’allora governo Prodi. L’intento era quello di far cadere il governo.
Rita Pani (APOLIDE)
30
Voleva i documenti?
“Respingo con indignazione le accuse del commissario europeo che ha parlato di raid violenti della polizia. E’ una falsità clamorosa. La polizia non ha mai fatto simili azioni”. Secca replica del ministro dell’Interno roberto maroni alle accuse contenute nel rapporto del commissario europeo per i diritti umani Thomas Hammarberg. “Se ci riesce - ha aggiunto maroni - il commissario presenti casi concreti e documentati”.
Rita Pani (APOLIDE)
30
Genti
Spetterebbe?
Siamo tutti intenti a far altro, ma una signora dall’aria annoiata si rivolge all’amica che tiene sotto braccio: ma chi glielo farà fare di mettersi in viaggio e morire così? L’amica è una che deve saperne di fatti della vita, e risponde decisa: “Ah … boh!”
Sono circa 200 ogni mese, i migranti che muoiono durante le traversate. La cifra è stimata sui naufragi conosciuti. Molte volte le barche vengono inghiottite dalle acque, senza che nessuno si accorga. Il male peggiore di questa società risiede in quel “ah … boh!” che dice anche ciò che non vogliamo ammettere. La morte non ci tocca, non ci impressiona se non confezionata ad arte da chi ha il compito di divulgare l’informazione. Una ragazza uccisa in vacanza spinge a commozione, provoca indignazione, spinge a interrogarsi sulla morale, sulla civiltà. La gente accende fiaccole e prega. 7 morti in mare, 153 morti in mare, o i 187 di Giugno danno risposta ad un’unica domanda: perché? Ah … boh!
Viviamo in un’epoca incapace. Abbiamo (avremmo) l’occasione per essere davvero informati, abbiamo (avremmo) accesso a qualunque tipo di informazione, libera o di regime, possiamo porre domande ed ottenere risposte. Mandiamo sonde su Marte, curiamo il cancro, sostituiamo pezzi di corpo con altri usati ma ancora funzionanti, eppure non ci tange lo sterminio continuo della povertà, delle guerre e delle conseguenti carestie. Affamiamo i popoli in nome del progresso, ne sterminiamo altri per garantirci il passaggio dei gasdotti o l’approvvigionamento petrolifero, e ci chiediamo ancora “chi glielo faccia fare”.
Stiamo facendo peggio degli schiavisti americani. Loro partivano con le loro navi e andavano a caccia di negri in Africa, oggi sono gli schiavi a pagare profumatamente per essere condotti in un paese che gli renderà schiavi, o gli riporterà indietro a seconda dell’utilizzo che l’uomo bianco vorrà farne. Un popolo che nemmeno dopo averli sfruttati, sarà incline a riconoscergli qualche diritto.
È con questi pensieri in testa che entro in erboristeria. Dietro il banco una tipa che mi fa sentire magra e bella. Chiedo un etto di hennè, e lei mi fa scegliere tra uno “normale” e uno equosolidale. Parla e parla, come chi vuole insegnare al padre a fare figli e quando ha finito, scelgo: equosolidale.
5 euro. Pago e aspetto lo scontrino, ma invece mi viene detto “arrivederci”. Allora allungo una mano, e scelgo un pacchetto di caramelle alla liquirizia, le prendo e le infilo in borsa, poi dico: “Arrivederci”.
È un fulmine la cicciona; mi si avvicina alla porta, dicendomi che ho preso delle caramelle. La guardo e le rispondo: “Sì, le ho prese per soddisfare il mio senso di giustizia sociale. Siccome tu hai rubato non facendo lo scontrino, io ho rubato per farti tornare in pari. Anche questo è equosolidale.”
Mi ha fatto lo scontrino. Peccato, perché le caramelle avevano l’aria di essere buone.
Rita Pani (APOLIDE)
28
La selezione della razza
Se qualcuno ancora avesse dei dubbi, sulla vera motivazione che ha spinto a portare l’esercito per strada, spero che ora se lo tolga definitivamente.
Basta togliere il sostentamento, la possibilità di curarsi, e il gioco è fatto. Sarà appunto una selezione della razza …
Lo so, non è tempo. Sta arrivando Agosto, abbiamo altro a cui pensare, per esempio come pagare la ventina di euro d’ombra che un tizio ti vende al mare. Agosto è il mese delle vacanze, non c’è voglia di occuparsi di amenità come lo sterminio dei vecchi e dei poveri, dei giovani lavoratori, dei poveri malati. E che stronza che sono. Ancora mi ostino a scrivere poveri; si dice incapienti.
Per fortuna che c’è la federcasalinghe, che obbietta: “ma come silvio, noi avevamo votato per te!” Ecco finalmente una categoria di imbecilli che ha il coraggio di fare outing. Almeno questo!
Nel frattempo, come una pioggia di sputi in faccia, i giornali del maledetto di Arcore parlano di “scampoli di ordinario lusso” riferendosi alla “pace ritrovata del ri-matrimonio”. L’aberrazione sta nel fatto che questa è “l’operazione Voghera” studiata dai suoi consulenti di immagine, per ottenere nuovamente credito dalle casalinghe indignate per quel poco (pochissimo) che è uscito dalle intercettazioni sulla detenzione e spaccio di figa, al telefono con saccà. Verrebbe davvero di chiedersi cosa ci sia oltre, quale nefandezza ulteriore si nasconda in quelle pagine, dato il rifiuto di tutti i giornali di pubblicare. Cosa non sappiamo ancora?
Ascoltate bene ogni dichiarazione dei burattini al governo, quando le loro facce passano in TV. Ascoltate la nuova cantilena che recita “equità”, oppure “per facilitare”, o anche “per tutti i cittadini”. E nel frattempo, se non volete subire l’ulcera evitate di ascoltare Veltroni, con le sue minacce di “combattere in Parlamento”, senza mai che nessun giornalista gli sbotti in faccia: “Che combatti coglione? Sai contare?”
Ascoltate quando calderoli vi dice che tutto quel che capita è per il volere dei cittadini, che hanno votato per questo governo, e ricordatevi di cosa ha fatto Veltroni a Novembre del 2007, fingendo di lavorare per una legge elettorale che ci riportasse alla democrazia, mentre si accordava con Berlusconi, convinto che gli avrebbe lasciato almeno qualche briciola di potere.
Soprattutto, proviamo a protestare, proviamo a scendere in piazza, e così finalmente almeno un risultato lo otterremo: sapremo definitivamente che cosa ci fanno i soldati per strada.
Rita Pani (APOLIDE)
28
Alla redazione di Kilombo
Visti gli ultimi accadimenti, e soprattutto l’approvazione delle modifiche alla carta di Kilombo, dal sapore censorio e fascista, chiedo:
“Kilombo resta un aggregatore dei blog di sinistra o è stato trasformato in un aggregatore dei blog del PD?”
Spero di ottenere risposta, perché essendo dichiaratamente comunista, nella seconda delle ipotesi, cesserei la mia partecipazione all’istante.
Grazie
Rita Pani (APOLIDE)
28
Tutto il resto è fiction.
È bellissima questa cosa: mentre in Italia la politica di propaganda populista, porta gli italioti ad incendiare i campi Rom, in Romania bossi assiste alla carica di 20.000 Rom che fingono di essere il popolo padano. E c’è di peggio: i 2.500 cavalli usati per la ricostruzione della battaglia di Legnano, saranno arabi.
Questa coerenza che tutto ricopre, questi uomini duri che hanno la faccia di calderoli, a cui avete affidato il governo di uno stato, su cui sputano … Io trovo che sia fantastico, come è fantastica la rivisitazione storiche che bossi (per sua stessa ammissione, un ignorante) fa della storia. Alberto da Giussano è il centralismo dello stato.
Queste sono le cose che mi danno quel sottile piacere di pensare a voi, imbecilli, che andate in giro con gli elmetti cornuti in testa. Voi, che siete rappresentati da bossi, calderoli, maroni e borghezio.
E così, mentre in casa nostra si porta avanti la deportazione xenofoba di un popolo inerme, fatto anche di donne e bambini, il massimo rappresentante della lega va a godere dello sfruttamento di 20.000 comparse Rom, pagate quattro lire e un pugno di polenta, nel rispetto della logica del profitto e dello sfruttamento.
Giustizia vorrebbe che quei 2.500 cavalli arabi venissero puntati contro l’ignobile spettatore, e che quelle 20.000 comparse assumessero il ruolo di protagonisti, issando lance e bastoni per cacciare l’invasore.
Non accadrà, peccato!
Per la cronaca, la RAI partecipa alla produzione della fiction di propaganda leghista, ottenuta per intercessione del mercante di figa, che costa solamente 30 milioni di dollari. Da dove provengano i danari lo sapete, sì?
Rita Pani (APOLIDE)
27
Non sono stato io!
Sono particolarmente contenta perché ormai il disegno è chiaro, nessuna politica dei redditi, nessuna politica del lavoro, nessuna politica della sanità. Propaganda, slogan, cifre statistiche ritoccate a favore del capo, presunti miracoli, tangenti, opere pubbliche fantasma, e persino 300 milioni di euro da stanziare entro Ottobre per l’inizio dei lavori (che si bloccheranno il giorno dopo) del fantasmagorico ponte sullo stretto. Un obolo alla mafia, di cui nessuno parla a chiare lettere, ma esiste.
Sono particolarmente contenta per i rappresentanti sindacali di Alitalia, che fecero fallire l’accordo con Airfrance, in nome e per conto della propaganda elettorale di berlusconi e della cordata fantasma. I tagli al personale saranno quasi il doppio, e ci sarà comunque bisogno di un partner europeo. Però abbiamo lo slogan, eh!
La brunetta dei ricchi e poveri, che snocciola dati fasulli su l’improbabile diminuzione delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici, e non essendo ancora avvezzo a smentire o rettificare dichiara: va bene ma oltre al fumo c’è l’arrosto.
E poi sono particolarmente contenta per la sodomia praticata nei confronti dei lavoratori precari, e spero che faccia molto male a quelli che hanno permesso col loro voto (destra, PD o lega) che Confindustria vincesse ancora una volta. È bellissimo sentire di volta in volta i ministri del governo più disastroso della nostra storia Repubblicana, dire che la responsabilità non è loro, ma del Parlamento. È bello, cari idioti, perché è come se dicessero che la colpa è solo vostra.
Il ministro del lavoro che dice “non sono stato io”, il presidente della commissione finanze che dice, “non sono stato io”. Il solito bocchino che dice testuale: “la norma antiprecario è a favore di tutti”.
Sfugge forse l’”antiprecario”? È assolutamente fantastico sapere che molti operai hanno fatto sì che si insediasse un governo capace di attuare una norma “antiprecario”. Un governo che fa politiche di sinistra, ovviamente, mica son fascisti!
Sono contenta perché non c’è altro modo per uscirne, se non la devastazione totale. È l’unico modo che resta per comprendere cosa si debba fare di questi sindacati, incapaci ormai di dialogare con i lavoratori, assenti, e per giunta pronti a barattare quel che resta dello statuto dei lavoratori, con un po’ di melma raschiata ancora dal fondo del barile.
Questa è gente che prima o poi dovrà scappare, ma ricordatevi che lo farà con le borse piene e noi resteremo qua a guardarci ancora in faccia, persi come si ci perde dopo una bufera o uno tzunami. Ma c’è ancora tempo, e poi per tradizione bisogna aspettare l’autunno, no?
L’estate è calda di suo.
Si salvi chi può.
Rita Pani (APOLIDE)
25
Una politica di sinistra
E così è. La politica di “sinistra” del governo berlusconi, quella dei tagli e dell’impoverimento, quella delle politiche ambientali ed energetiche che evidentemente devono andare a favorire qualcuno degli amici suoi, come in tempi recenti lo sbancamento dei terreni, e l’inaugurazione di grandi opere mai concluse, arricchirono l’escavatorista lunardi. Certo, nel frattempo, visto anche l’editto che lo rende faraone, ha annunciato-smentito-annunciato che come Mediaset, si prenderà anche la Telecom, ma questo non è più un problema, dato che il governo Prodi, usò il testo di revisione di legge come carta igienica.
La politica di sinistra che compie un nuovo miracolo italiano, ossia quello di far sparire dopo l’immondizia di Napoli, la povertà. Non c’è più bisogno di una politica di sanità pubblica e gratuita, dal momento che non ci i poveri non esistono, e anche la scuola potrà finalmente essere a solo appannaggio delle classi medio borghesi. Ovviamente se qualche stoico povero volesse continuare ad avvelenare il clima italiano, sarà molto più facile farlo fuori. Anche a questo serve l’assoluta mancanza di finanziamento della sanità pubblica. È un modo assai più elegante di una bomba, per sfoltire i rami secchi.
Mi domando quanto ci metteranno le giovani generazioni di imbecilli che in Italia stanno avanzando a confondere “la sinistra” con questa merda fascista che ormai rende irrespirabile l’aria.
Cosa c’è di sinistra nelle politiche di un governo che all’improvviso stabilisce lo stato di emergenza straordinaria e nazionale, riferendosi agli immigrati? Cosa nasconde veramente il termine emergenza? Ci siamo scordati della proposta degli allora ministri bossi e fini (uno ancora ministro, l’altro presidente della camera) di far pattugliare e intervenire le navi da guerra nel mare davanti a Lampedusa? Sì, probabilmente in troppi se ne sono dimenticati, come dimenticati restano le migliaia di morti che popolano i fondali di quello specchio di mare.
Io, che oltre ad essere comunista, resto di sinistra, non solo mi indigno, ma mi incazzo parecchio sentendo quell’orribile faccia plastificata sputare sull’unico modo di fare politica sul serio. Una politica di sinistra che non solo ci metta a riparo dall’estinzione della democrazia, ma che ci faccia stare orgogliosamente all’interno del mondo civile.
Quando il capo di un governo ha bisogno che i suoi giornali, stampino articoli sull’armonia familiare e su “storie di ordinario lusso” perché le casalinghe 40/50enni tornino a risollevare i dati dei sondaggi, non solo è palese che c’è qualcosa di profondamente sbagliato, ma è segno che la politica, quella vera, non esiste più.
Rita Pani (APOLIDE)
24
Fuori dal mondo
Tutto sommato non mi sono persa molto, in questi tre giorni. Il faraone è stato incoronato e potrà disporre dei suoi schiavi come meglio crede, i campi nomadi continuano a bruciare e le centrali nucleari a rilasciare nell’acqua e nell’aria, una “leggera” effervescenza, resa pericolosa solo dalla faziosità sinistroide che non sappiamo proprio risparmiarci. A giorni lancerò una proposta per appello, affinché la prima centrale nucleare di nuova generazione, in Italia, sorga a 300 metri da casa di scajola.
Oh! Già! Impossibile. I siti sono già stati localizzati, dal Lazio in giù, e persino le scorie hanno trovato casa, prima ancora di essere prodotte: in Calabria.
Ho attraversato mezza Italia in treno, è stato davvero un bel vedere. Il miracolo di Napoli, con la sua immondizia nei canali che costeggiano la ferrovia, un po’ incendiata e un po’ no. L’Intercity che attraversa la Basilicata, a passo ridotto su un binario unico, tra terre desolate arricchite da fumaioli che non producono fumo. Mi sembrava la mia terra, quel trenino che da Cagliari andava ad Arbatax arrancando sui monti a passo d’uomo, che certi tratti potevi persino scendere e proseguire a piedi.
E giù, ancora fino al mare. Un bel mare, forse il primo che non mi ha fatto rimpiangere il mio. Il viottolo che conduce agli scalini, addobbato da un tappeto di bottiglie di plastica, schiacciate o intere; tutte gettate là a ricordarci di come l’uomo sia un animale pulito, che prima si salire sulla propria auto, non può fare a meno, di risciacquare i suoi piedi, e quelli certamente zozzi dei bambini, che meritano di trascorrere del tempo a contatto della natura. Tanti, tanti piedi; tantissime bottiglie. L’unica pecca, quegli orribili cassonetti, posti proprio dall’altra parte della strada, che con la loro presenza deturpano la variopinta creazione dell’uomo.
E il ritorno. Quanto ho pensato al signor TAV. Quello che non vede l’ora di perforare le montagne per portarci in Francia a 300 all’ora.
Ho preso l’Eurostar prenuragico che parte da Taranto e arriva a Roma Termini. L’ho sentito arrancare come l’Intercity, come il trenino delle complementari sarde, sempre su quel binario unico, sempre in quella terra così bella da esser ripetutamente violentata. E di nuovo Eboli, Battipaglia, Napoli con i canali colorati di immondizia blasfema, non meritevole né di perdono né di miracoli.
Sono tornata, e che peccato esser dovuta passare per il mondo reale, prima di arrivare là, dove davvero sono stata bene e in bellissima compagnia. Fuori dal mondo.
Rita Pani (APOLIDE)
20
A Giovedì
Ho visto una foto bellissima in un giornale, che non voglio cercare e non voglio postare. Era bellissima nella sua eloquenza, era bellissima nella sua tragicità.
I corpi di due bambine nomadi, morte annegate, adagiate e coperte sulla spiaggia; a pochi passi le signore, adagiate anch’esse ad abbronzarsi.
13 e 14 anni, due bambine, ma per i giornalisti due ragazze. Come quando muore un bambino di 8 anni in Palestina. Muore un ragazzo. È il grande bisogno che l’umanità inumana ha di assolversi, di lasciare il proprio animo leggero. Di vivere l’altrui con il distacco necessario per poter ancora credere nella èropria superiorità.
Se l’uomo non riesce a fermare il suo bisogno d’abbronzatura, dinnanzi alla morte di due creature, è segno evidente che tutto intono a noi è assai peggio di quanto non appaia, e temo che il peggio non potrà nemmeno mai apparire a quegli occhi.
E così si va avanti, con un ministro che insulta l’inno della Repubblica di cui è un rappresentante, che insulta il popolo italiano che risiede al sud, “che non deve più martoriare i bambini di etnia padana”, usurpando i posti di insegnante nelle scuole padane …
Imbecilli! No, non bossi. Imbecilli tutti coloro che hanno reso possibile che maroni, bossi e calderoli diventassero ministri di una Repubblica che disconoscono. Ora che i nodi vengono al pettine, voi gente del sud che vi sforzate di parlare padano, siete esattamente al pari dei ROM. Proprio com’era negli anni 60, quando eravate i negri d’Italia. Li avete votati? Vi sta bene.
E con questo mi prendo tre giorni di pausa, nei quali ovviamente non aprirò un giornale nemmeno se dovessero offrirmi molti soldi, tanto meno il computer, e starò bene attenta a non passare nemmeno per sbaglio davanti ad un televisore acceso. Porterò al mare mia figlia e la mia cellulite, e siccome non ho provato il costume, sono certa che eviterò la depressione.
A Giovedì
Rita Pani (APOLIDE)
19
Il velo pietoso
Camion, treni e bastimenti carichi di immondizia napoletana D.O.C. partivano nottetempo, e i carichi più evidenti erano ricoperti da anonimi teloni blu. Soltanto chi ha avuto la disgrazia di ritrovarsi in coda in autostrada dietro a uno di quei camion, ha potuto avere sentore olfattivo del reale carico trasportato. Inutile dire, inoltre, che la periferia napoletana è ancora abbondantemente sommersa. È inutile dirlo, perché ci sono una miriade di documenti fotografici predisposti a confutare la realtà, e molti servi disposti a predicare il falso in TV. Un giornale smentito da altri giornali, e i giornalisti che non a caso rimarcano i ma e i però. Esempio: rassegna stampa di Sky. Il Manifesto titola “O’miracolo” e spiega che ci sono zone ancora coperte dai rifiuti … però il giornale di Napoli titola: “Finita l’emergenza.” Come a dire che se lo dice il giornale di Napoli, non siamo tenuti a credere al Manifesto.
In fondo Napoli è solo un puntino sulla cartina geografica dell’Italia, e se ci dicono che è pulita, perché non crederci? E alla fine, che ci importa? S’incazzino i napoletani, no?
E in effetti i napoletani, s’incazzano pure, e vanno per strada con i cartelli, ma come a Genova nel 2001, calano i teloni di finestre aperte e balconcini colorati, che nascondono la folla inferocita, che chiede, per esempio, “Al vecchio ridicolo di farsi processare”. Solo qualche giornale, in una riga e mezza, dice che oltre le zone delimitate dai cordoni di polizia, a controllare il passaggio dei criminali in auto blu, c’erano “i soliti manifestanti”. I soliti. Una sorta di istituzione controllata dalla Proloco, per tenere alta la tradizione della teatralità del popolo partenopeo?
Mi piacerebbe sapere come i napoletani hanno appreso che presto, proprio come cuccioli di cane ai quali si insegna a far la cacca appena fuori dell’uscio di casa, i volontari civilizzatori, busseranno casa per casa a insegnare loro a buttare la spazzatura.
Mi piacerebbe sapere cosa hanno pensato, i napoletani, quando quel ridicolo vecchio (col trucco impreciso) ha annunciato che la prima operazione sarebbe stata quella di insegnare al popolo napoletano, l’educazione civica, per mezzo di radio, televisioni e manifesti.
Mi tornano in mente le parodie di Giobbe Covatta: “Non abbandonare il napoletano sull’autostrada.” Come mi tornano alla mente i fasti del periodo fascista, quando era vietato pubblicare sui giornali notizie di cronaca nera, e la gente si ammazzava per una bicicletta o per un cappotto dal collo largo.
L’Italia ogni giorno di arricchisce di teli a coprire il paese ormai diroccato, con dichiarazioni fuori di ogni logica, con discussioni basate sul nulla; proclami ad effetto, insulti pesanti alle Istituzioni, castronerie che in tempi passati avrebbero fatto rabbrividire persino il più ignorante di noi.
Sotto i teli c’è tutto il resto, quello che forse per comodità a volte scegliamo di non guardare. Non solo la crisi economica che riusciamo ad ignorare tenendo in mano un I-phone, ma i morti sul lavoro (uno ieri e uno oggi), i morti in mare, le centrali nucleari che a due passi da casa nostra rilasciano acqua minerale leggermente frizzante che non ha alcun impatto nell’ambiente, treni che di punto in bianco si spezzano in due, vecchi abbandonati a loro stessi ormai anche da quei volontari che non hanno più i mezzi per fare del bene gratis, l’ulteriore demolizione del sistema sanitario e scolastico, la carestia.
Rita Pani (APOLIDE)
18
Ogni giorno, una perla.
All’Economist non sanno proprio nulla. Nerone non suonava il violino ma la lira, mentre Roma bruciava. Ora mentre l’Italia intera brucia, berlusconi protegge i suoi Euro. È assodato ormai, il nostro prestigio internazionale.
La Corte europea ci affibbia una sanzione alla settimana, e per fortuna i giornali in questi casi non sono reticenti. Titolano sempre giusto: “Italia sanzionata” oppure, “L’Europa sanziona l’Italia”. Credo che si dia per scontato che tutti sappiano cosa sono le sanzioni, e per questo nessuno si degna mai di scrivere a quanto ammontino. Non l’hanno detto nemmeno ieri, quando la Corte Europea ha stabilito che il primo condono IVA di quel genio di tremonti, fu di fatto un atto che favorì l’evasione fiscale. L’altra arriverà per Napoli, dove i rifiuti sono scomparsi dalle strade anzitempo, rispetto a quello fissato dal governo di tutti gli italiani, propagandato colpevolmente dalle foto sui giornali on-line “prima e dopo”. Propaganda, appunto, dal momento che a Napoli, come al solito, sono state ripulite le strade dove passerà altra immondizia su auto blu.
Di ieri anche altre due perle: le dichiarazioni di Angelini agli inquirenti, e le dichiarazioni di del turco all’onorevole farina – in arte 00betulla: “Appena libero porterò dei fiori sulla tomba di craxi.” C’è da riconoscere al Governatore di polli dell’Abruzzo, il rispetto che ha per la memoria del suo maestro.
Sempre quel genio di tremonti, finalmente ammette che la crisi economica italiana è assai più grave di quanto non sembrasse. È un bel passo avanti. Se solo il cittadino italiota facesse un piccolo sforzo, forse riuscirebbe finalmente a capire, perché è stato così urgente delegare l’esercito al pattugliamento delle città. Ma questa operazione, comprendo, è assai gravosa per un popolo che a quanto pare si trova a risolvere problemi più grossi e devastanti.
La prova costume.
Come riportato dal mio sito pornografico preferito, il TG com, 4 italiani su 5 depressi dalla prova costume. Scrive l’illuminato articolista che, quando arriva l’estate, in massa veniamo colpiti dalla “depressione da costume”; poi si chiede di raccontare la nostra esperienza. Dalla lettura dell’articolo si evince che l’incubo maggiore per le donne è la cellulite, seguita dalle smagliature e che per il 35% degli italiani, l’unica soluzione è quella della chirurgia plastica. E io, scema, che credevo che l’aumento delle morti per suicidio, in Italia, fossero legate alla crisi economica, che rende sempre più persone inabili alla vita.
A questo punto, dal momento che andrò al mare da lunedì a giovedì prossimo, spero di riuscire a sopravvivere.
Rita Pani (APOLIDE)


